Brunetta: Riforme, “Nel Pd insofferenza montante, e chi tradisce una volta…”
“L’insofferenza nel Pd è montante. Anche perché la stragrande maggioranza dei parlamentari è di origine bersaniana. I numeri attuali sono frutto di una campagna acquisti progressiva realizzata con posti di governo e presidenze di commissioni. Non è una base molto solida. E chi tradisce una volta…”.
Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un’intervista a “Il Tempo”.
A cosa è legato il sì di Forza Italia alle riforme? “Partiamo da un giudizio che accomuna la sinistra e tutta l’opposizione: il combinato disposto da Italicum e riforma costituzionale è eversivo. Con la legge elettorale, un partito che al primo turno prende il 25% e vince al ballottaggio, avrebbe oltre il 50% dei seggi, il governo, il Capo dello Stato e sarebbe determinante per eleggere i giudici della Consulta e gli altri organi di garanzia. Altro che legge Acerbo di mussoliniana memoria, altro che ‘legge truffa’. Se ci aggiungiamo il monocameralismo si verificherebbe una situazione allucinante. Peraltro potrebbe vincere Renzi, ma anche Grillo. Ce ne rendiamo conto? Nell’ultimo consiglio nazionale abbiamo approvato un documento. Vogliamo il premio alla coalizione e l’elettività dei senatori. Senza queste due condizioni non daremo mai il voto alle riforme”.
“Il documento è stato approvato all’unanimità. I tempi del Nazareno e della nostra generosità sono finiti. Anche perché ora manca una figura di intelligenza strategica come Verdini, ridottosi a fare la stampella di Renzi. Non ci saranno accordi sottobanco, tutto deve deve avvenire alla luce del sole, in Parlamento. Renzi venga nelle Camere a dire cosa vuole fare”, sottolinea Brunetta.