“Non vedo entusiasmo attorno agli emendamenti dei relatori sulla riforma costituzionale. Non vedo entusiasmo né in casa Pd né in quelle di Lega e Forza Italia. Nel Pd ci sono tanti dubbi e silenzi. Nella Lega vedo l’attivismo di Calderoli ma non sento parlare Salvini. C’è l’ottimismo della volontà di Renzi, ma la strada è lunga e piena di ostacoli. Per quanto riguarda Fi, stando alle parole di Romani, vedo molta cautela”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”.
“Noi siamo persone responsabili. Faccio solo presente che l’iter parlamentare dura un anno e mezzo e Renzi sembra avere rifiutato o posposto a un futuro indeterminato l’elezione diretta del capo dello Stato. È un grandissimo errore”. Perché non ponete il presidenzialismo come condizione a tutto? “Berlusconi è una persona responsabile. Ha detto che ci rivolgeremo al popolo sovrano: nei prossimi giorni depositeremo in Cassazione due disegni di legge di iniziava popolare e a settembre raccoglieremo le firme”.
C’è chi pensa, ad esempio Calderoli, che alla fine Berlusconi si sfilerà. “Vedremo. Finora tutte le modifiche al Patto del Nazareno sono state proposte e imposte da Renzi, a cominciare dalla legge elettorale. Anche sulla riforma del Senato il premier aveva scritto un testo senza concordarlo. Tutto dipenderà da quello che succede nel Paese. Può cambiare il clima nel Pd e nel Paese. Anche noi avevamo approvato nel 2005 una riforma costituzionale molto più completa di quella di Renzi, eppure la sinistra riuscì a bocciarla col referendum nel 2006 dopo aver vinto le elezioni di soli 24 mila voti”.
Adesso “bisogna vedere se le riforme verranno approvare con i due terzi. Consiglio a Renzi di fare comunque il referendum confermativo come aveva previsto Quagliariello. Anche perché i due terzi forse li ha grazie a un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale”. I problemi giudiziari di Berlusconi potranno influire sulla rottura? “Abbiamo dimostrato che i problemi giudiziari non toccano la volontà riformista di Berlusconi: altrimenti non ci sarebbero state le larghe intese prima e il patto del Nazareno poi”.
Lei sembra l’unico vero oppositore al governo Renzi. “Non mi piacciono i regimi e chi salta su carro del vincitore. Non mi piace cambiare la Costituzione con un Parlamento di fatto delegittimato. Non mi piace un Renzi che si allarga a sinistra come maggioranza, volendo fare politiche di destra”. Verdini non si pone questi problemi. “Diciamo che al nostro interno c’è un dibattito molto acceso, come accade del resto anche nel Pd”, conclude Brunetta.