“Che di Renzi non ci si potesse fidare si è capito subito, quando il 24 febbraio 2014, nel suo discorso alle Camere per la fiducia, è partito in quarta impegnandosi a pagare tutti i debiti della PA; il 12 marzo 2014, in conferenza stampa, quantificava in 68 miliardi l’ammontare dei debiti residui e si poneva il termine massimo di luglio 2014; ma solo un giorno dopo, il 13 marzo, intervenendo in tv alla trasmissione Porta a Porta, già spostava avanti di 3 mesi, al 21 settembre, San Matteo, la deadline.
A che punto siamo oggi? Sul sito del ministero dell’Economia e delle finanze l’aggiornamento promesso per il 21 settembre non è disponibile, e l’ultimo risale al 21 luglio. I debiti della Pa pagati ai creditori a quella data ammontano a 26,1 miliardi, di cui 22,8 miliardi liquidati dal governo Letta e solo 3,3 miliardi dal governo Renzi. Ne deriva che, stando agli ultimi dati disponibili, dei 68 miliardi promessi dal presidente del Consiglio nel suo discorso alle Camere per la fiducia, sono stati pagati solo 3,3 miliardi. Pari al 4,85%.
Spieghiamo a Matteo Renzi che anche con riferimento agli “stanziamenti” dietro cui si nasconde per dimostrare l’impossibile, vale a dire che tutti i debiti della PA sono stati pagati e l’impegno è stato mantenuto, nulla è cambiato da quando è al governo, rispetto ai suoi predecessori Letta e Monti. I debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese private fornitrici di beni e di servizi, infatti, sono già contabilizzati nel bilancio dello Stato, quindi compresi nel deficit (che rileva nei nostri rapporti con l’Europa), solo per la quota relativa alle spese di parte corrente, mentre non è contabilizzata la quota relativa alle spese in conto capitale.
L’impatto sull’indebitamento netto (ovvero sul deficit) del pagamento dei debiti commerciali, pertanto, dipende dall’origine dei debiti stessi: il pagamento incide sull’indebitamento netto solo per quelli riguardanti le spese per gli investimenti, contabilizzati con il criterio della cassa, mentre i debiti riguardanti le spese di parte corrente non incidono sull’indebitamento netto, in quanto sono contabilizzati con il criterio della competenza.
Perché invece di arrampicarsi sugli specchi, il presidente Renzi non cerca di dare una prova di serietà, spiegando perché non riesce a pagare questi debiti (compito, invero, arduo)?Perché non ha l’umiltà di dire che non ce l’ha fatta e riproverà meglio nei prossimi mesi? Gli italiani lo capirebbero e lo apprezzerebbero di più”.