“Se Renzi si limiterà alle parole in Parlamento e non darà seguito anche in sede europea alle sue inquietanti dichiarazioni, che noi condividiamo, contro lo strapotere tedesco in campo economico, bancario e finanziario, e se non farà emergere la verità su quello che è successo in quel 2011, quando attraverso lo spread fu fatto cadere un governo legittimo, democraticamente eletto, e su quello che è successo negli ultimi due anni, con la speculazione internazionale pronta a impadronirsi delle banche italiane e, con esse, dell`economia del nostro Paese; se Renzi non farà tutto questo si rivelerà come al solito una tigre di carta, destinata ad essere giustamente logorata dal club degli ex premier che non vedono l`ora di farlo fuori, Monti in testa. E magari, con l`aiuto dei loro referenti internazionali, ci riusciranno”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“In realtà, tigre di carta il presidente del Consiglio italiano si è già rivelato nei due giorni di Consiglio europeo appena conclusi a Bruxelles, dove ha preferito fare il terzo incomodo tra Germania e Francia per favorire il raggiungimento di un masochistico accordo con la Gran Bretagna, piuttosto che fare squadra con la Grecia per evitare la chiusura delle frontiere a Nord del paese ellenico, che dirotterebbe sull`Italia migliaia e migliaia di migranti”.
“Con il suo atteggiamento opportunistico, sempre e solo finalizzato ad ingraziarsi Merkel e Hollande per scongiurare in primavera la bocciatura della sua legge di Stabilità tutta in deficit, unica cosa che realmente gli interessa, Renzi ha consentito che il tema dell`immigrazione, che è quello che ha più riflessi concreti e immediati sull`Italia, passasse in secondo piano, rinviato a un nuovo vertice il 6 marzo. E ha accettato a scatola chiusa, probabilmente senza neanche analizzarne i contenuti, ma per scelta (secondo lui) tattica, l`accordo che altri leader europei hanno negoziato con il Regno Unito”, ha aggiunto Brunetta.