“In questi 20 mesi a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio (si fa per dire) non ha toccato palla a livello internazionale, ha sprecato il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, e soprattutto non ha fatto l’unica cosa che doveva fare: chiedere a gran voce la reflazione della Germania. Poteva farlo, doveva farlo e si è sempre tirato indietro. In Parlamento Forza Italia ha indicato questa strada con decisione e con spirito di collaborazione nei confronti del governo. Da Renzi solo porte in faccia. Evidentemente il nostro premier era ed è ancora oggi ostaggio della sua personale partita per avere flessibilità, per far deficit e per comprarsi così il consenso”.
Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, su “Il Foglio”.
“La reflazione tedesca: l’unica vera ricetta per l’Europa – ha aggiunto – è questa. La via delle riforme deve essere tracciata dalla Germania in casa propria: l’enorme surplus delle partite correnti in quel paese fa male all’Unione europea intera. Per questo – la reflazione in Germania. Per far sì che gli effetti benefici delle scelte di un Paese si trasmettano anche alle economie degli altri paesi. E per fare ciò deve essere proprio la locomotiva d’Europa, se ancora vuole essere tale, a cominciare. La Germania – ha continuato Brunetta – deve fare le sue riforme, a partire da quella fiscale, per mettere più soldi nelle tasche dei tedeschi e far crescere la domanda interna, con il giusto e buon livello di inflazione che ne deriverà. Anche per non incorrere nella procedura di infrazione per avanzo eccessivo della bilancia dei pagamenti, che tanti problemi ha creato a tutta l’eurozona. La Germania colmi, quindi, questo gap di solidarietà rispetto agli altri partner europei, e tornerà a crescere a ritmi elevati e a trainare l’economia dell’intera area dell’euro. Se davvero vuole che la moneta unica continui ad esistere”.
“Renzi cambi verso davvero, se ne è capace. Chieda alla Merkel di reflazionare, chieda che l’impianto miope ed egoista della politica economica europea, che negli anni della crisi ha distrutto l’Europa, cambi, non solo sul piano economico, ma anche su quello geopolitico. Con una economia più forte l’Ue avrà un corrispondente peso specifico nello scenario strategico internazionale”, ha concluso Brunetta.