“L’anno scorso, il rapporto deficit/Pil concordato tra l’esecutivo gialloverde e Bruxelles era stato pari al 2,2%, quindi decisamente più basso di quello che dovrebbe registrarsi quest’anno con il Governo giallorosso. Eppure, la Commissione fu intransigente. Davanti al rischio di sforamento, all’Italia fu imposta la manovra correttiva. Per evitare la procedura di infrazione, lo scorso luglio il Governo dovette impiegare 7,6 miliardi di euro, tra risparmi, tagli alla spesa e maggiori entrate, riportando così il deficit dal 2,4%, livello al quale era salito a causa del rallentamento dell’economia tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, a circa il 2-2,1% stabilito nella manovra di bilancio. Obiettivo che fu poi rispettato.
Ora, a non rispettarlo, e in misura di molto superiore allo sforamento dell’anno scorso, è il Partito Democratico, con il ministro Roberto Gualtieri che, con questi chiari di luna, sa benissimo che la stessa richiesta di correzione sarà fatta a lui. Altro che taglio del cuneo fiscale. Con questa situazione l’intervento correttivo dovrebbe ammontare a poco meno di una decina di miliardi di euro, se sarà utilizzata la stessa misura utilizzata con il Governo gialloverde e si richiederà il rispetto del deficit al 2,2%, come era stato richiesto al precedente Esecutivo. Certamente, nelle decisioni della Commissione conterà il deficit strutturale, ovvero quello calcolato al netto della componente congiunturale e delle misure una tantum. Essendo la congiuntura sfavorevole per l’Italia e in peggioramento nel resto dell’Eurozona, tutto ciò attenuerà sicuramente il giudizio negativo di Bruxelles. Ma il giudizio sull’operato del Governo e sulle sue scelte di politica economica assistenzialista, rivelatesi un completo fallimento, non cambierà”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.