“Leggendo le dichiarazioni dei membri del Governo, sembra tuttavia che il nuovo Esecutivo, capitanato dallo stesso presidente del Consiglio, non sia però intenzionato a rispettare gli impegni presi dal precedente. L’idea, lanciata sin da subito, di effettuare una manovra “espansiva”, che poi significa in deficit, appare chiara, dal momento che il Tesoro dà già per scontato che l’Europa sia disposta a concedere maggior flessibilità e portare il rapporto deficit/Pil per il 2020 sopra il 2,0%, probabilmente al 2,1-2,2%, evitando tagli alla spesa, che anzi vorrebbe essere aumentata, e alle tax expenditures. Se così fosse, si arriverebbe al paradosso che il Governo Conte II si rivelerebbe più indisciplinato del Governo Conte I, che era stato accusato di voler far saltare gli equilibri di bilancio, complici le dichiarazioni degli esponenti della Lega e Movimento Cinque Stelle. La cosa avrebbe del clamoroso, perché il precedente Governo ha sempre rispettato, in fine dei conti, gli obiettivi di bilancio, anche grazie alla sapiente abilità diplomatica del ministro Tria. Questo Governo, invece, che si è presentato come amico dell’Europa, rischia di essere proprio quello che non rispetta le regole nei fatti, seppure a parole dice di voler conformarsi alla volontà di Bruxelles. Quale dei due Governi Conte è più pericoloso? Se le politiche economiche in deficit del Conte II fossero davvero confermate verrebbe da dire il secondo. Perché il primo ha pagato di tasca propria i suoi autogolpe, ma ha mantenuto i conti in ordine. Il secondo, gli eventuali conti in disordine li farà pagare ai governi successivi, complice anche l’aiuto della BCE che tiene bassi i rendimenti sui titoli di Stato, e che fa sembrare che il debito pubblico non sia più un problema”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.