“Il Governo si trova nella condizione di dover raschiare il fondo del barile cercando risorse da qualsiasi parte, dai 700 milioni estorti forzosamente dagli utili di Cdp, ai dividendi della Banca d’Italia, dalla maxi multa alle multinazionali al maggior gettito derivante dalla fatturazione elettronica. Tutte misure una tantum, che la Commissione dovrebbe bocciare poiché non aventi carattere strutturale, come imposto dalle regole europee per il calcolo del saldo strutturale. Con un rischio in più: quello che Eurostat decida, dato il modo in cui il Tesoro attinge frequentemente alle risorse della Cdp, di far rientrare la Cassa nel perimetro della pubblica amministrazione, come più volte minacciato, facendo confluire così anche il suo debito nel calderone del debito pubblico, aumentandone ancora di più la dimensione. La prossima settimana l’Esecutivo Conte farà bene quindi a non fare errori. Ne basterà anche solo uno e la procedura d’infrazione scatterà automaticamente”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.