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CROLLO PONTE: BRUNETTA, “GOVERNO CERCHI CONSENSO BIPARTISAN PER COLMARE DEFICIT STRUTTURALE”

 

SALVINI LEGA

“Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha dichiarato oggi, in una intervista, che il deficit di bilancio del prossimo anno potrebbe superare la soglia del 3,0% del prodotto interno lordo imposto dalle regole europee (in realtà l’obiettivo concordato è dello 0,8% per il 2019, altro che 3,0%), collegando la questione al crollo della scorsa settimana del ponte autostradale di Genova. Il sottosegretario Giorgetti, persona seria e competente, già presidente della Commissione Bilancio dell’ultimo governo Berlusconi e del governo tecnico di Monti, ha affermato che le infrastrutture italiane, da quelle stradali, agli edifici scolastici agli acquedotti e all’intero assetto idrogeologico del Paese, hanno bisogno di una urgente messa in sicurezza e rinnovamento, attraverso un grande piano di investimenti, concludendo che il governo avvierà un “difficile negoziato” con l’UE per escludere questa spesa pubblica dai calcoli del deficit di bilancio.

L’idea di mettere in sicurezza e rinnovare le infrastrutture del nostro paese è certamente la benvenuta. Il problema è che quella del sottosegretario Giorgetti rischia di essere soltanto una uscita estemporanea, dettata dalla emozione della tragedia di Genova, e che potrebbe risolversi in una bolla di sapone, se non verrà accompagnata seriamente e in tempi rapidi da un articolato programma. A tale riguardo, il Governo, se davvero è intenzionato a colmare il deficit infrastrutturale del nostro Paese, cerchi un consenso bipartisan, predisponga piani seri e credibili, avvii immediatamente le opportune procedure amministrative relative agli investimenti in opere pubbliche nell’ottica di snellirle e velocizzarle, cambi il codice degli appalti, individui nelle tabelle di bilancio quali sono le risorse già disponibili e non spese, prima di chiedere ulteriore flessibilità a Bruxelles; pensi a come spendere i fondi europei già a disposizione dell’Italia, che per mancanza di idee, progetti e lungaggini burocratiche continuano a rimanere inutilizzati e per i quali il Governo non ha fatto ancora nulla (basti pensare ai ritardi di pagamento della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese).

In assenza di ciò e in attesa di tutto questo, di una strategia di questa portata, ripetiamo per la quale Forza Italia è disponibile, temiamo che l’uscita di Giorgetti possa essere letta come una opportunistica presa di posizione mediatica, per accontentare il proprio elettorato facendo la voce grossa con l’Europa; invocando, ai fini di ottenere altra flessibilità (deficit) per la prossima Legge di Bilancio, la clausola di eventi eccezionali che, verosimilmente, non può essere invocata. Infine, ci chiediamo se il socio di maggioranza del governo, vale a dire il Movimento Cinque Stelle, tradizionalmente avverso alle grandi opere come la Tav, il Tap e il risanamento dell’Ilva, anti-modernista e anti-capitalista, sia d’accordo nel concentrare tutte le risorse disponibili per finanziare gli interventi di messa in sicurezza e di assetto infrastrutturale piuttosto che il reddito di cittadinanza. Siamo tutti curiosi di sentire una parola univoca da parte del governo. L’Europa e i mercati stanno a guardare…”