Socialize

Da oggi disponibile nella versione cartacea “Cronache economico politiche dalla pandemia – L’occasione della crisi”, il mio libro edito da Rubbettino

 

PER ACQUISTARE IL LIBRO

L’INTRODUZIONE AGGIORNATA (Luglio 2026)

Renato Brunetta

Cronache economico politiche dalla pandemia

L’occasione della crisi

Prefazione di Mattia Feltri

È solo il diario di bordo del mio personale lockdown e della relativa emergenza economica e politica in cui è precipitata l’Italia. Quando si vivono periodi così difficili e drammatici bisognerebbe avere non solo la capacità di capire quello che succede, ma anche la forza e l’intelligenza di trovare la rotta per uscire dal caos (politico, economico e istituzionale) in cui siamo precipitati. Io ci ho provato. Non penso di esserci riuscito: comunque ci ho provato. I centouno articoli pubblicati dal 17 marzo al 15 dicembre di quest’anno su Affari Italiani, Huffington Post, Il Dubbio, Il Foglio, Il Giornale, Il Giorno, Il Resto del Carlino, Il Rifomista, Il Sole 24 Ore, La Nazione, Milano Finanza, raccontano cronologicamente la crisi e la sua evoluzione. Volume da leggere, dunque, come il diario di una navigazione drammatica e, al momento, senza approdo. Dicembre 2020

__________

Introduzione aggiornata

Quando chiusi questo diario, il 15 dicembre del 2020, lo definii un “volume da leggere come una navigazione drammatica e, al momento, senza approdo”.

Centouno articoli, uno dopo l’altro, dal 17 marzo a metà dicembre, nei mesi in cui l’Italia, come tutto il mondo, si era fermata a causa di una pandemia, evento unico nella storia recente. Un periodo doloroso, che richiedeva risposte immediate per affrontare una crisi di cui non si conoscevano i contorni né, tantomeno, la profondità.

Oggi, a distanza di sei anni, quell’approdo ha un nome. Si chiama Next Generation EU, si chiama debito comune europeo, si chiama Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che pur tra le difficoltà attuative che ogni riforma di questa portata porta con sé, resta una storia di successo e la più grande occasione di modernizzazione che il Paese abbia avuto. E ha attraversato, per una stagione che nessuno di noi aveva previsto, un governo di quasi unità nazionale, guidato da Mario Draghi, che ho avuto l’onore di servire come Ministro per la Pubblica Amministrazione.

Ringrazio Rubbettino Editore per aver voluto questa nuova edizione. Riportare alla luce queste pagine è un piccolo omaggio alla memoria di quei mesi, che ha visto successivamente nascere uno sforzo collettivo per il rilancio della nostra economia. Ringrazio al tempo stesso Giulia Mancini ed Emanuele Canegrati, per il prezioso supporto che mi hanno dato nell’analisi e nella redazione di questo diario. Un ringraziamento particolare a Stefania Profili, per l’indispensabile lavoro di coordinamento ed editing della raccolta.

Scrivevo da un banco dell’opposizione e mi sforzavo di immaginare ciò che serviva al Paese, al di là degli schieramenti. Chi scorre questi articoli mese dopo mese vede crescere, riga dopo riga, un’idea che sembrava allora minoritaria e perfino visionaria: che l’Europa dovesse mutualizzare il debito, che la solidarietà tra Stati non fosse un’opzione ma una necessità storica, che l’Italia potesse smettere di essere raccontata come il vaso di coccio del continente. Erano previsioni scritte spesso in controtendenza rispetto alla maggior parte degli schieramenti politici. Sono diventate, di lì a poco, politiche pubbliche condivise da una maggioranza che comprendeva quasi tutte le forze in Parlamento.

C’è una lezione, in questo, che vale ancora oggi ed è motivo di fiducia più che di rimpianto. Le crisi più dure sono anche le più generative. Quella pandemia, che ci ha tolto tanto, ci ha anche permesso di fare in Europa ciò che decenni di trattati non avevano osato fare: emettere debito comune, condividere un rischio, immaginare un destino unico. E in Italia ci ha permesso di costruire, sia pure per una stagione, un governo capace di mettere insieme sensibilità diverse e di guardare oltre lo schieramento quotidiano, uniti per sconfiggere la pandemia e rilanciare l’economia del Paese.

Rileggo oggi chi ero nella primavera del 2020, a discutere di spread e di Bce mentre fuori suonavano le ambulanze, e gli sono grato. Serviva davvero insistere. Serviva non arrendersi all’idea che l’Europa fosse condannata all’egoismo nazionale, ed era giusto credere che l’Italia, messa alla prova, avrebbe saputo trovare la strada dell’unità e del rilancio.

Questo libro resta, dunque, un diario. Ma oggi, a differenza di allora, conosciamo come è andata a finire, ed è un finale di cui essere fieri. Pochi mestieri regalano un privilegio così raro: raccontare gli eventi mentre accadono, senza sapere dove porteranno, e poterli poi rileggere sapendo che quella strada, percorsa con onestà e impegno quotidiano, ha dato i suoi frutti.

Buona lettura.

Luglio 2026