Socialize

DEF: BRUNETTA, ANCORA NON C’È TESTO, DA PADOAN GRAVE SGARBO ISTITUZIONALE

 
Il Documento di Economia e Finanza avrebbe dovuto essere presentato in Parlamento entro lo scorso 10 aprile, secondo quanto previsto dalla legge di contabilità e bilancio dello Stato. Sono passate due settimane da quella scadenza e i parlamentari non hanno ancora avuto modo di poter vedere il testo. Considerando che entro la prossima settimana, salvo qualche giorno di proroga concessa da Bruxelles causa elezioni, il documento dovrà essere inviato dal Tesoro alla Commissione Europea, affinché essa possa esprimere le proprie osservazioni, il rischio è quello che il ministro senza poteri Pier Carlo Padoan non metta in condizione deputati e senatori di poter leggere per tempo il DEF e presentare in tempo utile le loro risoluzioni. Sarebbe questo un grave sgarbo istituzionale, dal momento che tra le funzioni principali del Parlamento, lo ricordiamo, rientrano anche quelle di monitoraggio dell’attività del Governo sulla gestione dei conti pubblici. 

Lo sgarbo è ancora più palese se si pensa che il ministro Padoan appartiene al Partito Democratico, il quale è uscito pesantemente sconfitto sia dalle elezioni nazionali dello scorso 4 marzo che dalle elezioni regionali in Molise svoltesi ieri. Per effetto della situazione che si è venuta a creare, ci troviamo così con un ministro sconfitto e delegittimato che però è ancora in grado sia di scrivere a suo piacimento il più importante documento di programmazione economica, sia di decidere quando poterlo presentare alle Camere. Ci sembra un comportamento eccessivo per un ministro che è formalmente in carica per il solo disbrigo degli affari correnti, tra i quali non rientra la definizione dell’indirizzo economico sulla base del quale dovrà essere redatta la prossima Legge di Bilancio, dal momento che questa spetta di diritto ad un governo pienamente legittimato.

 

Per questi motivi, chiediamo al ministro Padoan di presentare già nelle prossime ore il DEF alle Camere, in maniera da consentire alle forze politiche di poterlo analizzare con cura e di formulare le relative osservazioni. Ricordiamo anche che, dal momento che il Tesoro potrà presentare il solo quadro tendenziale e che questo contiene ancora l’aumento dell’IVA e delle accise a partire dal 2019, è volontà di tutte le forze del centrodestra, uscito vincitore dalle tornate elettorali, utilizzare tutti gli strumenti utili per poter evitare tali aumenti, in presenza dei quali si rischierebbe un crollo nei consumi con conseguenti effetti negativi sulla fragile ripresa economica italiana”.