“Il DEF deve contenere obbligatoriamente sia il quadro tendenziale di finanza pubblica, ovvero quello a legislazione vigente, sia il quadro programmatico, contenente i saldi previsti sulla base della politica economica che il Governo intende adottare. L’anno scorso, per via delle elezioni nazionali, il Governo Gentiloni, in via eccezionale e con l’assenso della Commissione Europea, si è limitato a presentare il solo quadro tendenziale, non potendo prendere decisioni di politica economica per il successivo Governo. Quest’anno, il Governo è nel pieno delle sue funzioni e, pertanto, non ci sono eccezioni che può sollevare per la presentazione del DEF. Siccome sulla stampa cominciano a circolare voci che l’Esecutivo voglia rimandare la presentazione del quadro programmatico a dopo le elezioni europee, vorremmo ricevere rassicurazioni dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro dell’Economia Giovanni Tria sul fatto che la presentazione del DEF verrà fatta rispettando le norme di legge. Anche perché, nel caso non si presentasse il quadro programmatico, si aprirebbe un altro scontro con la Commissione Europea, che sarebbe tentata di ingerirsi ancora di più nella definizione della politica economica italiana, e con i mercati finanziari, che reagirebbero con un’altra svendita dei nostri titoli di Stato. Pertanto, non è né legittimo, né opportuno che il Governo presenti un DEF parziale”.