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DEF: BRUNETTA, “SENZA RIGORE RISCHIO ATTACCHI SPECULATIVI IN AUTUNNO”

 

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“Il rallentamento dell’inflazione che si sta registrando tanto in Italia quanto nell’Eurozona è un’altra pessima notizia per l’economia e per la finanza pubblica italiana. Se il livello dei prezzi, infatti, non torna ad aumentare a livelli medi, c’è il rischio che il rapporto debito/Pil non si riduca secondo il percorso concordato con l’Unione Europea. Il fatto che i prezzi fatichino ad aumentare ai livelli desiderati è un evidente segnale che le famiglie non spendono perché mancano di fiducia nell’economia, come certificato anche dagli ultimi indicatori.

Una eventualità del genere esporrebbe l’Italia al rischio di un nuovo attacco speculativo da parte dei mercati finanziari, probabilmente già a partire dal prossimo autunno, quando la Banca Centrale Europea smetterà di acquistare i titoli di Stato italiani.

Per il momento lo spread Btp-Bund è rimasto pressoché invariato e i rendimenti sui nostri titoli di Stato non hanno registrato particolari scossoni. Ma questo è da ascriversi soltanto all’atteggiamento da colomba assunto da Mario Draghi nell’ultima riunione del Consiglio Direttivo, con l’obiettivo di prolungare il Quantitative Easing in favore degli Stati più deboli dell’eurozona. Se l’atteggiamento di Francoforte dovesse cambiare, come vogliono i falchi della BCE, per l’Italia sarebbero guai.

Per questi motivi, è importante che il prossimo governo, a guida centrodestra, prosegua nelle politiche di risanamento dei conti pubblici concordate con Bruxelles, evitando di assumere atteggiamenti di scontro con l’Europa, anche considerando che l’Unione è alle prese con l’approvazione del nuovo bilancio comunitario, che rischia di far perdere all’Italia miliardi di euro per effetto dell’uscita del Regno Unito dal blocco continentale”.