“Quali ripercussioni ha avuto sulla gestione del debito pubblico la vicenda Deutsche Bank del 2011 relativamente alle successive aste di titoli di Stato?”.
Lo ha chiesto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Maria Cannata, dirigente generale del Tesoro.
“Se Deutsche Bank, o altre banche che figurano tra gli specialisti – e pertanto controparti ordinari ed istituzionali dello Stato italiano allorché si presentava in asta per piazzare titoli del proprio debito pubblico o per rinnovarne quelli mano a mano giunti in scadenza -, avevano o hanno partecipazioni, dirette o indirette, nell’azionariato di Standard & Poor’s?
Dottoressa Cannata, lei è a conoscenza che, per effetto del doppio declassamento di S&P del 2011, si attivava la clausola di una serie di contratti derivati che ne consentiva la chiusura anticipata, con conseguenti ingenti oneri per il Tesoro italiano?
Quali sono gli enti finanziari con i quali sono stati stipulati contratti derivati? Tra questi, erano ricompresi anche specialisti (e cioè, ancora una volta, gli stessi soggetti che avevano il ruolo istituzionale di acquistare sul mercato primario i titoli emessi facendone il prezzo)?
È proseguita la pratica di ricorrere a contratti di questo tipo? Allo stato quale è l’onere a carico del bilancio dello Stato per la chiusura dei contratti finora registrata e di quelli ancora in essere?”.