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DI MAIO: BRUNETTA, “INUTILE E CONTROPRODUCENTE CHIEDERE SFORAMENTO BILANCIO IN EUROPA”

 

Di Maio EU

 

“In tema di risorse europee, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha assunto un atteggiamento molto contraddittorio. Da una parte, egli continua imperterrito a chiedere con insistenza al ministro dell’Economia Giovanni Tria di recarsi a Bruxelles per chiedere lo sforamento della soglia del 3% deficit/Pil prevista dai trattati europei, al fine di finanziare una manovra in deficit, comprendente l’ambizioso programma economico-sociale del Movimento Cinque Stelle, nel quale è prevista l’introduzione del reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni. Misure economiche molto costose, aventi caratteristiche fortemente assistenzialiste e dirigiste, che rientrano tutte nella spesa di parte corrente.

Dall’altra, il vicepremier non ne vuole proprio sapere di spendere i fondi europei destinati alle grandi infrastrutture, come la TAV Torino-Lione. Opere che creerebbero un volano industriale ed economico del valore di miliardi di euro, in grado di offrire occupazione e migliori servizi ai cittadini. Eppure, il ministro Di Maio preferisce non realizzare i progetti, rinunciare ai soldi provenienti dall’Europa e correre il rischio di pagare salatissime penali per l’abbandono di questi. Soltanto la rinuncia alla TAV potrebbe costare all’Italia 2 miliardi di euro, tra finanziamenti da restituire alla Unione Europea e penali da pagare per contratti già stipulati, oltre che comportare una perdita di 4 mila posti di lavoro. Un salasso per non completare un’opera fondamentale per la mobilità del Paese, nella quale l’Italia ha già investito ben 350 milioni di euro.

La credenza sostenuta dal Movimento Cinque Stelle che poi l’Europa non dia alcun contributo a Roma è una bufala mediatica confutata dai dati. E’ notizia di oggi, infatti, che l’Efsi, il Fondo europeo per gli investimenti, che rappresenta il ‘braccio operativo’ del grande piano per gli investimenti voluto in prima persona dal presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, ha erogato all’Italia finanziamenti per 8,3 miliardi di euro, che si sono trasformati, grazie all’effetto moltiplicatore, in un sostegno a 46,4 miliardi di investimenti. L’Italia si trova al secondo posto – poco lontano dalla Francia – fra i paesi che maggiormente hanno beneficiato degli interventi sostenuti dal Piano Juncker.

Certamente, per far partire i progetti non è sufficiente avere i soldi a disposizione, occorre anche saperli spendere. Cosa che il Movimento Cinque Stelle non ha mai dimostrato di saper fare. Inutile e controproducente, quindi, andare nelle sedi europee a chiedere soldi a pioggia da destinare sotto forma di mance agli italiani, una strategia già seguita dal premier Matteo Renzi con effetti disastrosi per i conti pubblici. Occorre, invece, semplificare gli iter burocratici esistenti al fine di far fruttare nel breve periodo le risorse messe a disposizione dalla Commissione Europea, chiedendo alla stessa di scomputare le spese per investimenti dal calcolo del rapporto deficit/Pil, come recentemente richiesto dal ministro Tria nella sua proposta di creazione di una Golden Rule all’interno dei trattati europei”.