“La Commissione Europea non ha fatto in tempo ad insediarsi ed ecco che le gerarchie, almeno sulle questioni economiche, sono già state messe in chiaro. Si era a lungo discusso sul come avrebbe potuto essere il rapporto di convivenza tra il super vicepresidente dell’Esecutivo comunitario Valdis Domrovskis e il neo commissario all’Economia Paolo Gentiloni, considerando che il secondo si è presentato in Europa come il portatore di una rivoluzione di vedute sulla finanza pubblica e le politiche economiche, in favore di minor austerità e di un maggior utilizzo del deficit, mentre il primo è stato scelto per mantenere l’immagine del rigorismo sui conti e del rispetto del Patto di stabilità e crescita. Una vera e propria “marcatura a uomo”, aveva ipotizzato la stampa.
Ieri, durante il vertice Ecofin in Finlandia, il falco Dombrovskis ha prevalso sulla colomba Gentiloni, attraverso una dichiarazione apparentemente d’apertura verso l’Italia, ma che in realtà fa capire come nulla sia cambiato rispetto all’orientamento della precedente Commissione: “E’ incoraggiante che Roberto Gualtieri mi abbia delineato l’intenzione di stare nelle regole del Patto”, ha dichiarato Dombrovskis. Regole che sono le stesse che il precedente governo Conte avrebbe dovuto rispettare e che è stato costretto a farlo solamente dopo un duro scontro con la Commissione e i mercati finanziari, una recessione economica e miliardi di euro perduti. Una sfida persa”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.