“L’altro shock importante da realizzare è quello relativo al taglio delle tasse, che dovrebbe aver luogo attraverso l’introduzione della flat tax come proposta da Forza Italia nella sua “contro finanziaria” presentata durante la Legge di Bilancio, con l’abolizione delle aliquote del 38% e del 41% e l’aumento da 75mila a 150mila euro della soglia da cui partirebbe l’aliquota del 43%, in attesa del passaggio all’aliquota unica, totalmente coperta dal taglio delle tax expenditures, in maniera da non aumentare il deficit pubblico. Al contempo, occorre abbandonare misure inefficienti come il reddito di cittadinanza e la quota 100, che producono solo effetti negativi sulla nostra finanza pubblica. Anche il Decreto Dignità dovrebbe essere abrogato, in quanto ha solo creato l’effetto di ingessare il mercato del lavoro. Occorre poi proseguire sulla strada indicata dal ministro Tria nel DEF, che vede nelle dismissioni e privatizzazioni uno strumento utile per ridurre lo stock di debito pubblico. A tale riguardo, il programma di dismissioni non è ancora stato avviato e, considerando il lungo iter che richiede, è quasi impossibile che possa produrre un qualche effetto quest’anno. In questo caso il danno ammonterebbe a ben 18 miliardi di euro di mancati introiti. Sarebbe utile poi, riprendere una vecchia idea di Forza Italia, sull’attuazione di un maxi piano di vendita delle case pubbliche (comunali e regionali) agli inquilini che vi abitano, vendita al valore capitalizzato dell’affitto a 20 anni, in maniera da trasformare così 2 milioni di inquilini in 2 milioni di proprietari e utilizzando i proventi dell’operazione per garantire nuovi mutui alle giovani coppie ad interessi zero. Di fondamentale importanza è poi ridare liquidità alle imprese, attraverso la ripresa del programma di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese fornitrici, come più volte proposto dal presidente Antonio Tajani”.
Lo dichiara in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.