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GIUSTIZIA: BRUNETTA, FERRANTI IN CONFLITTO INTERESSI CREA SCIVOLO PER RIENTRO POLITICI-TOGHE IN MAGISTRATURA

 
“Una non secondaria questione di stile è passata inosservata durante l’esame alla Camera del contestato provvedimento sulle cosiddette ‘porte girevoli’ per i magistrati in politica: approvato a larghissima maggioranza tre anni fa a Palazzo Madama e con numeri risicati e contraddittori pochi giorni fa a Montecitorio, dopo essere stato stravolto e annacquato dal Partito democratico.
E’ stato molto più serio il senatore Felice Casson, che si trovava nella stessa condizione della Ferranti (che per quasi tre anni ha bloccato il provvedimento in Commissione Giustizia, nonostante più di venti richieste di calendarizzazione da parte del gruppo Forza Italia), in quanto magistrato fuori ruolo per mandato parlamentare, che da relatore al Senato, non ha mai pensato di introdurre una norma transitoria, che lo agevolasse, anche solo potenzialmente, nel rientro nei ruoli della magistratura”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.
“Al contrario la norma transitoria introdotta dalla Camera crea un assurdo e ingiustificato privilegio per i magistrati attualmente in carica, prevedendo, solo per loro, un rientro facilitato in Cassazione o alla Direzione Nazionale Antimafia.
Va ricordato che i posti in Cassazione o alla Direzione  Nazionale Antimafia, sono in genere ambitissimi. Ad essi si accede per concorso. Gli aspiranti sono in genere un numero multiplo dei posti messi a concorso.
Lo stesso Di Matteo, che si batte da anni in prima linea contro la mafia a Palermo, in due diverse occasioni è risultato pretermesso dal Csm, rispetto ad altri magistrati che lavorano nelle procure di frontiera, e che vantavano grandi risultati nella lotta al crimine organizzato.
Appare quindi odioso, che un magistrato, solo perché proveniente da un ruolo politico, possa sopravanzare questi valorosi servitori dello Stato! Per accedere alla Cassazioni il Csm valuta invece la produttività del magistrato, la sua giurisprudenza e l’eventuale produzione scientifica.
Insomma, un vero e proprio colpo di mano dell’onorevole deputata/magistrata Donatella Ferranti, presidente della fondamentale, per l’approvazione del provvedimento, Commissione Giustizia alla Camera, per garantirsi, per lei e per le altre toghe in politica, un rientro tutto in discesa (un vero e proprio mega scivolo) al termine dell’esperienza parlamentare. Conflitto d’interessi? Certamente cattivo gusto e caduta di stile”.