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GIUSTIZIA: IL MATTINALE (FI), IN ATTESA DELL’INVASIONE DELL’ISIS ARRIVA QUELLA DEI MAGISTRATI

 

 

 

“Tranquilli. Si aggiusteranno. Litigano, in apparenza duramente. In realtà, si stanno posizionando per trovare un’intesa. Parliamo di magistrati associati nel sindacato unico (Anm)  e premier”. Lo scrive ‘Il Mattinale’(www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

 

“Sono d’accordo entrambi i soggetti: la via giudiziaria intesa come strada per salvare il Paese è condivisa dai due pesi massimi del potere oggi in circolazione. La “via” consiste nell’innalzare di certo il grave problema della corruzione, nell’emergenza nazionale unica e assoluta, e nella pretesa di scalzarlo semplicemente con interventi sul codice penale e dotando le toghe di bazooka”.

 

“La proposta dei magistrati a Renzi è stata negli ultimi tempi quella di occupare insieme il territorio della politica e della giustizia. Il premier e il suo governo si accontentino di scrivere leggi che innalzino le pene e allunghino i tempi della prescrizione, i magistrati elimineranno il cancro con vigore chirurgico”.

 

“Insomma: i magistrati chiedono leggi dure e da fare in fretta, oltre che ferie lunghe e azzeramento della responsabilità civile. Renzi, trattato come uno che accarezza i corrotti che fa? A parole si dichiara “triste”. Ma nella pratica dà ragione alla filosofia e alla prepotenza della Anm. Chiede la testa di Lupi, anche se la corruzione non c’è, ma deve pur preservarsi l’immagine di chi agita la spada del repulisti, e così procede verso leggi che invece di combattere davvero la corruzione, alimentano l’illusione che la colpa di questa grassazione sistematica dei soldi dei cittadini, risieda nello scarso potere riservato a una casta angelica che chiede di essere riconosciuta come salvatrice della Repubblica e dunque accarezzata. Nessun cenno di autocritica, nessuna assunzione di responsabilità”.

 

“Sappiamo bene che la gran parte dei giudici lavora con coscienza e per così dire abita a Berlino. Resta il fatto che il loro sindacato non vuol prendere atto delle sentenze che hanno mostrato come preziosissime energie siano state impiegate non per combattere la corruzione, ma una persona, Silvio Berlusconi, non a caso leader dei moderati.  Sono convinti, i magistrati  di stanza su “Il Fatto quotidiano”, che cambiando la legge Severino sulla concussione si sarebbe potuto incastrare il Cavaliere. Perciò spingono per questo nella teoria e sul piano legislativo.  Nella pratica questo si traduce in una ossessione tuttora predatrice a Milano, la cui Procura insiste sul filone Ruby, già evidenziato dalla Cassazione come fasullo, per inventarsi nuovi reati”, conclude ‘Il Mattinale’.