Socialize

GOVERNO: BRUNETTA, “ANCHE SE RISPETTA I LIMITI DI FINANZA PUBBLICA, IL PAESE NON E’ ANCORA AL RIPARO”

 

conte CNBC BLOOMBERG

 

“La stampa internazionale si sta sempre più occupando della prossima Legge di Bilancio che il governo italiano dovrà presentare alla Commissione Europea entro metà ottobre, per le opportune valutazioni di Bruxelles. Ieri, l’americana CNBC ha pubblicato sul suo sito una vera e propria guida sul tema. Oggi tocca di nuovo a Bloomberg ad interessarsi all’argomento, con un editoriale di Marco Bertacche e Lorenzo Totaro dal titolo “Deficit, Debito e sfida all’Unione Europea: Una guida alle battaglie del bilancio italiano”. L’articolo ricorda lo scontro in atto tra il governo giallo-verde e i funzionari di Bruxelles circa le cifre che dovranno essere inserite nella prossima Legge di Stabilità, soprattutto sulla soglia di deficit obiettivo da fissare per il 2019 e scrive di come i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio abbiano, negli ultimi giorni, ridimensionato notevolmente le loro promesse elettorali, passando dalla volontà incondizionata di sforare la soglia del 3% del rapporto deficit/Pil, per poter finanziare il loro programma economico da oltre 100 miliardi di euro, alla sola ambizione di “sfiorare” tale soglia, con le misure del programma che si sono drasticamente ridimensionate di conseguenza.

Anche nel caso in cui il governo decidesse di rispettare tutti i limiti di finanza pubblica, come sembra ormai scontato, in ogni caso l’Italia non sarebbe ancora al riparo dall’ondata di vendite delle sue attività finanziarie appena vissuta, dal momento che il principale obiettivo dalla Commissione resta quello di ridurre il debito pubblico. La prossima battaglia tra le varie anime del governo potrebbe quindi essere quella tra l’asse Lega-Cinque Stelle che spinge per portare il deficit per il 2019 leggermente sopra la soglia del 2% e il ministro dell’Economia Giovanni Tria favorevole invece alla soglia dell’1,5%, considerando che il peggiorato quadro macroeconomico non permette il raggiungimento dell’obiettivo dello 0,8% concordato con la UE nel DEF di maggio. Il superamento della soglia del 2%, hanno calcolato JPMorgan e Goldman Sachs, non permetterebbe la riduzione del rapporto debito/Pil. E’ quindi scontato che la Commissione Europea sia più disposta a concedere all’Italia una soglia di deficit più vicina alle intenzioni del ministro Tria. Una eventualità che ridurrebbe a zero le risorse disponibili per finanziare la flat tax, il reddito di cittadinanza e la controriforma Fornero care a Lega e Cinque Stelle, le quali avrebbero dei grossi problemi a giustificare al loro elettorato il perché nulla è ancora stato fatto di quanto stabilito nel programma sottoscritto. Dopo aver fatto perdere quasi 100 miliardi di euro in soli 100 giorni alla Borsa di Milano, fatto aumentare le spese per interessi sul debito di 7 miliardi in due anni e aver provocato un crollo di fiducia nell’economia italiana senza precedenti, con lo spread lievitato fin quasi a 300 punti base, Salvini e Di Maio hanno alzato bandiera bianca e hanno capito che sfidare Bruxelles e gli investitori internazionali è una sfida persa in partenza.

Anche nel caso di un ridimensionamento delle pretese sul deficit, tuttavia, lo spread non tornerebbe ai livelli precedenti a quelli di maggio. Secondo un sondaggio condotto da Bloomberg tra le principali banche d’affari, infatti, nel caso la soglia deficit/Pil venisse fissata per il 2019 a 1,8% lo spread scenderebbe solo fino a 208 punti base. Solo nel caso in cui venisse rispettato l’obiettivo dello 0,8% tornerebbe a 150 punti base. Una ipotesi remota anche perché, a quel punto, gli italiani dovrebbero sorbirsi l’aumento delle aliquote IVA stabilite a legislazione vigente”.