“Ennesimo attacco al ministro dell’economia Giovanni Tria, reo di non voler avallare le richieste impossibili di Lega e Movimento Cinque Stelle, che evidentemente non considerano il ministro un garante dell’equilibrio e della veridicità dei conti pubblici ma come un grande bancomat elettorale utile per finanziare tutte le loro richieste. La resistenza del ministro è apprezzabile, dal momento che se non ci fosse lui a garantire il realismo dei dati e stoppare le richieste della maggioranza di creare ancora più debito l’Italia andrebbe presto sull’orlo del fallimento. Fortunatamente, il ministro Tria gode di una buona reputazione nelle istituzioni europee ed è ben considerato dai mercati finanziari, che lo vedono come una personalità saggia e di buon senso. Possiamo immaginarci soltanto cosa potrebbe accadere sui mercati in caso di un suo allontanamento. Lo spread e i rendimenti dei BTP, sono infatti tornati a salire nei giorni scorsi, proprio per via delle continue tensioni tra i membri del Governo. Per colpa della litigiosità di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, l’Italia ha quindi perso l’opportunità di sfruttare al meglio il nuovo rilassamento della politica monetaria da parte della BCE che ha permesso, ad esempio, alla Germania di emettere il bund decennale a rendimenti negativi. I nostri, purtroppo, sono tornati costantemente sopra quota 2,5%, i più alti tra i paesi europei, esclusa la Grecia. È questo il prezzo che gli italiani devono pagare per l’atteggiamento sconsiderato di chi li governa”.