“Nel suo ultimo rapporto sulla bilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull’estero, la Banca d’Italia ha rilevato come, nello scorso mese di maggio, gli investitori esteri abbiano ridotto la loro posizione sui titoli di Stato italiani per la cifra record di -33,4 miliardi di euro. Il motivo di questa svendita è dovuto alle incertezze politiche che si sono create per via dell’avvento del governo Lega-Movimento Cinque Stelle. In particolare, le scelte dei grandi investitori stranieri sono state condizionate dalle continue dichiarazioni di noti esponenti del governo giallo-verde. L’atteggiamento anti mercato e anti europeista del nuovo esecutivo ha evidentemente spaventato i grandi investitori stranieri, che sono fuggiti dai nostri titoli di Stato. La quota dei BTP in mano ad investitori esteri è scesa in 10 anni dal 50 al 40%, sintomo evidente dell’allontanamento della grande finanza internazionale dal debito italiano, reputato ormai troppo rischioso. Se il mercato dei titoli di Stato non è crollato, a seguito di questa ondata di vendite, è soltanto per il fatto che questi sono stati acquistati in massa dalle banche e dalle assicurazioni italiane. Questo aumento di esposizione da parte dei nostri istituti di credito al debito italiano, rappresenta tuttavia un grosso rischio, in quanto rende i bilanci dei nostri istituti più vulnerabili ad un aumento dello spread. Se questo dovesse aumentare repentinamente, infatti, il portafoglio titoli e l’attivo patrimoniale degli istituti italiani si svaluterebbe rapidamente, portando ad un crollo dei titoli azionari e alla necessità di ricapitalizzare gli istituti, verosimilmente con l’entrata di azionisti esteri nel capitale sociale”.