“Durante il suo discorso in Parlamento, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha fatto capire apertamente che il suo Governo non è intenzionato a rispettare le regole europee di finanza pubblica previste dai trattati comunitari, in particolare quelle relative al pareggio di bilancio strutturale e alle discesa del rapporto debito/Pil.
Nonostante il premier affermi, infatti, di voler ridurre la gigantesca montagna di debito pubblico, dice anche che l’azione deve essere fatta “in una prospettiva di crescita economica” e che in Europa il suo Governo porterà avanti con forza questi temi per un adeguamento della governance, “fiduciosi della nostra forza negoziale”. Su quale forza negoziale il governo Lega – Movimento Cinque Stelle possa contare non è dato sapere, dal momento che il partito di maggioranza all’interno dell’Unione è il Partito Popolare Europeo, il quale si è più volte detto disponibile a discutere le norme che regolano la governance economica europea, ma per nulla disponibile a concedere altra flessibilità e altro deficit all’Italia.
Ricordiamo che, secondo stime autorevoli, il programma economico proposto dal nuovo governo verrebbe a costare più di 100 miliardi di euro e che, in assenza di coperture adeguate, delle quali peraltro non si fa alcuna menzione nel programma presentato alle Camere, tali politiche potrebbero essere finanziate solamente attraverso un deficit monstre, che la Commissione Europea, però, non accetterebbe mai.
Rimane da considerare, infine, come nell’intervento del presidente del consiglio non si sia fatta alcuna menzione alla sterilizzazione totale delle clausole di salvaguardia sull’aumento delle aliquote IVA a partire dal prossimo gennaio, nonostante gli economisti di Lega e Movimento Cinque Stelle avessero sempre assicurato che la sterilizzazione ci sarebbe stata e che nessun contribuente italiano avrebbe più subito alcun aumento di tasse”.