“Il differenziale dei nostri rendimenti con i titoli di Stato tedeschi non è più sui massimi livelli dello scorso novembre, ma il quadro non è però ancora soddisfacente e rassicurante. Questo per tre motivi. L’Italia continua a pagare e “buttare” soldi nella spesa per interessi in misura più alta rispetto a quella degli altri paesi. Siamo l’unico paese dell’area euro, insieme alla Germania, a corrispondere un interesse per i titoli di Stato con scadenza compresa fra 6 mesi e 2 anni, positivo. Tutti gli altri paesi hanno tassi negativi. La struttura delle quotazioni dello spread, infine, sta dando segnali preoccupanti di risveglio. C’è un unico responsabile di questi disastri nella finanza pubblica: la politica economica del Governo gialloverde”.