“Al Consiglio dei ministri di mercoledì, quello più importante, l’ultima occasione utile per evitare la procedura d’infrazione per debito eccessivo da parte della Commissione Europea, il Governo si presenterà spaccato in tre, senza sapere di quanti miliardi di euro dovrà essere la correzione dei conti, né quali misure approvare per farla. Il ministro dell’economia Giovanni Tria, a capo dell’ala “europeista” proporrà un pesante assestamento, comprendente 3 o 4 miliardi di tagli al fondo per reddito di cittadinanza e quota 100, più la proposta di far scattare l’aumento dell’Iva nel 2020, dal momento che proposte alternative per raccogliere 23 miliardi di euro non sono arrivate, e l’abdicazione all’idea di fare la flat tax della Lega per mancanza di soldi. Nessuno sa cosa i commissari europei abbiano detto di persona al ministro Tria e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte nei colloqui privati avuti dai due a Bruxelles, ma certamente l’aggiustamento da 15 miliardi per il buco del 2018 e 2019 e quello necessario per portare il deficit all’1,8% nel 2020 è scontato. Un aggiustamento che Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ad oggi, hanno dichiarato di non voler fare”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.