“È ormai scontato che la crescita dell’economia italiana sarà pari a zero, nelle migliori delle ipotesi, o negativa, nella peggiore. Proprio ieri, il ministro dell’economia Giovanni Tria, in modo del tutto responsabile, aveva lanciato finalmente una “operazione verità” su economia e conti pubblici, ammettendo la crescita zero del Pil per il 2019, allineandosi così alle previsioni dei principali osservatori economici internazionali. Una stima che verrà a questo punto (finalmente) inserita nel quadro tendenziale del Documento di Economia e Finanze del quale cominciano a trasparire i primi dettagli. Una operazione verità che però non è piaciuta affatto al Movimento Cinque Stelle, abituato a fare della propaganda e a voler far credere agli italiani miracoli economici che non esistono. Il ministro Tria si è limitato a prevedere l’ovvio, ovvero quello che qualunque economista di buon senso direbbe. Non è certo tutta colpa del ministro, infatti, se l’economia è finita in recessione, per effetto delle scellerate scelte di politica economica imposte da Luigi Di Maio e il suo movimento, tutte improntante a misure assistenzialiste a crescita zero come il reddito di cittadinanza e la quota 100. Inutile, ora che i primi effetti di questa politica fallimentare sono emersi, prendersela con il solo Tria, la cui politica economica, come è noto a tutti, era orientata al rilancio degli investimenti pubblici e al taglio delle tasse. Avessero ascoltato da subito il ministro, ora la maggioranza si troverebbe sicuramente davanti a dati ben migliori. Siccome non l’hanno fatto, ora possono prendersela solo con loro stessi, senza accusare chi da sempre aveva proposto di fare l’esatto opposto del loro programma”.