“La possibilità che il nuovo Governo avalli politiche economiche da finanziare in deficit, come l’abolizione della riforma Fornero o l’introduzione del reddito di cittadinanza, e il rischio di uno scontro aperto tra Roma e Bruxelles sui trattati europei ha consigliato agli investitori di stare alla larga dai titoli italiani.
A peggiorare le cose, c’è da considerare che tra poche ore ci sarà l’importantissimo appuntamento del G7 in Canada, dove l’Italia si presenterà non preparata nel discutere la guerra commerciale tra Stati Uniti ed Unione Europea, e il Consiglio Europeo di fine mese, nel quale si discuterà della riforma delle governance economica europea.
Anche a questo importante appuntamento, il nuovo governo si presenterà senza alcuna proposta e sarà sicuramente obbligato a subire le ricette portate avanti da Francia e Germania, non ultima quella della creazione del Fondo Monetario Europeo, che prevedrà un meccanismo per i salvataggi dei debiti sovrani, attraverso un meccanismo concessionale, basato sul paradigma ‘soldi in cambio di riforme’.
Inutile dire che tale meccanismo è stato pensato dall’asse franco-tedesco per i paesi meno virtuosi, a cominciare proprio dall’Italia. Anche per colpa dei governi di sinistra che si sono succeduti negli ultimi anni, che sul tema della riforma delle istituzioni europee non hanno mai avanzato alcuna proposta, l’Italia si troverà quindi isolata al tavolo europeo.
Sul tema della politica estera, la stampa internazionale ha preso poi molto male le posizioni fortemente critiche del governo italiano nei confronti della NATO, in un momento storico in cui gli Stati Uniti chiedono, invece, di aumentare l’impegno finanziario e politico dei paesi membri per contrastare le nuove sfide del terrorismo islamico e della pressione russa. I toni recentemente usati dai due vice-premier Matteo Salvini e Luigi di Maio non sono certo rassicuranti, in tal senso.
Anche il linguaggio utilizzato dagli esponenti del nuovo Governo, che si sono definiti sostenitori del populismo e contrari all’establishment internazionale, agli speculatori internazionali e al libero mercato, ha creato negli investitori stranieri forti timori legati alla volontà dell’Italia di proseguire nel suo percorso di risanamento dei conti pubblici, attuazione delle riforme strutturali richieste dalle istituzioni internazionali e nella co-operazione internazionale in materie come l’immigrazione e l’aiuto ai paesi in via di sviluppo”.
Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.