“Il ministro Gualtieri deve aver spiegato ai suoi colleghi del Movimento Cinque Stelle che la matematica non è una opinione e che le risorse per mantenere le promesse fatte a elettori, sindacati e parti sociali non ci sono. Il Governo non può permettersi di mantenere sia le promesse fatte agli italiani che quelle fatte alla Commissione Europea, poiché sono in contraddizione. Ma i pentastellati sembra non abbiano voluto sentire ragioni, esattamente come fecero l’anno scorso con il ministro Tria. Persino il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato che non c’è un problema di risorse perché conta di raccogliere “svariati miliardi” dall’evasione “per ridurre significativamente le tasse”. Evidentemente, nessuno dei suoi consiglieri economici deve aver spiegato al premier che i proventi da evasione non possono essere usati come copertura delle manovre, in quanto aleatori e quindi non ammessi dalle regole europee.
Gli impegni presi da lui stesso con Bruxelles la scorsa primavera nelle due lettere inviate alla Commissione prevedevano che le risorse sarebbero state trovate grazie alla spending review e alla riduzione delle tax expenditures. Ora, il premier fa un voltafaccia sorprendente all’Europa, ammette di non voler tenere fede a quegli impegni, impegnandosi in una caccia alle streghe, o meglio agli evasori, che è quanto di più tipico un governo di sinistra-sinistra come quello attuale sa fare. Siamo pronti a scommettere che, alla fine della Legge di Bilancio, quando tutte le carte saranno state messe sul tavolo, le due forze di maggioranza perderanno il consenso nei confronti dei loro elettori e finiranno per crearsi una reputazione da imbroglioncelli davanti all’Europa”.
Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.