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IL MATTINALE (FI): APPELLO A MATTARELLA, TUTELI TUTTI E GARANTISCA UNITA’ NAZIONE

 

mattarella

“Ci rivolgiamo al nostro Presidente della Repubblica che non abbiamo votato. Nostro? Pur non avendolo scelto? Rivendichiamo entrambe le cose: riteniamo Sergio Mattarella il nostro Presidente, e osiamo essere certi che nello spirito della Costituzione ci abbia ancor più cari per la lealtà con cui ci siamo astenuti sul suo nome. Tutelare tutti e garantire l’unità della nazione, infatti, ci insegna la tradizione cattolica di cui è figlio il neo-eletto, non significa tutelare chi ha il potere, dato che si sa molto ben difendere da sé, ma anteporre il bene comune e dunque la pacificazione, rimuovendo gli ostacoli che oggi rischiano di generare involuzioni paurose della nostra democrazia”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Il nostro appello è un allarme serio. Il gioco politico non può essere una partita di poker, condotto spregiudicatamente, mentre “il Paese soffre”, come ha ricordato immediatamente proprio il nuovo Presidente pensando agli italiani che stanno male. Meglio guardare a questo popolo minuto e quotidiano nelle sue pene, piuttosto che venerare chi sta bene, bene fin troppo, bene fino a farsi scoppiare la pancia nella sua bulimia di potere. Come si fa a non vedere che sta perpetrando una specie di sacco di Roma alla fiorentina? Con i veleni di Caterina de’ Medici e la prepotenza del duca Valentino?”.

“Tratta il Parlamento come un giunco da flettere. Nel caso da spezzare. Correndo e rallentando. Facendo ingoiare, a chi in buona fede crede nel percorso inderogabile di comunanza per le grandi scelte, patti leonini”.

“Renzi ha vinto, anzi, come ha scritto subito, con ammirazione, “Le Monde”, ha trionfato. Ha messo a segno un colpo dopo l’altro. Sindaco, primarie, segretario, premier. Tutto e sempre al primo colpo. E ora il Presidente della Repubblica rivendicato come magico miracolo, frutto del suo genio. Tutto vero”.

“Ma questa sua corsa è quella di chi lascia rovine dovunque. Innanzitutto rovine nel Paese. Questa ascesa nel torneo della politica ricorda le disfide medievali giocate a corte, con la principessina che getta il fazzoletto bianco e gli aedi che compongono inni ed epicedi. Fuori dal castello alla lunga il suono delle trombe che comunica i successi del principe sui suoi nemici non incanta più”.

“Renzi è solo e distante dal Paese. Trionfa lui e fallisce l’Italia”, sottolinea “Il Mattinale”.