“Tutti si stupiscono del silenzio di Sergio Mattarella. Invocano il suo intervento. Noi ci contiamo sempre. Non ci rassegniamo. Invece Renzi è convinto che non dirà nulla, poiché il neo-Presidente della Repubblica l’ha scelto lui e solo lui. Ora si capisce perché era così decisiva la scelta condivisa del Capo dello Stato?”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Se non passa, vado a casa, scrive Renzi alla “Stampa” dell’amico Marchionne. E ci mancherebbe. Ma il suo modo di afferrare il potere come roba propria, a prescindere dalla sovranità popolare, ci fa dubitare persino di questa banale concessione alle regole democratiche. Chi può dirlo che non si inventi qualche altra manovra a tenaglia per rendere inutile il voto del Parlamento, che in fondo è roba vecchia, piena di gufi, rosiconi, anticaglie da rottamare?”.
“Il problema è che quanto Renzi sta mettendo in atto in questi giorni somiglia terribilmente al fascismo. La legge Acerbo fu votata con il medesimo clima. Per fortuna, ora in molti, per un soprassalto di coscienza, concordano sul nostro giudizio di pericolo altissimo di un punto di non ritorno. E un moto di sana ribellione attraversa oggi l’opinione pubblica. Anche chi aveva assecondato gli atteggiamenti peronistici di Renzi, considerandoli dati caratteriali minori, ora si accorge che quest’“uomo solo al comando” lo è al costo inaccettabile di demolire la democrazia parlamentare, intesa da lui come una seccaggine che rallenta i suoi disegni di modernizzatore”.
“Modernizzazione per altro rimasta a slogan, l’unica sua attività, e passare a una fase pre-moderna, quella dell’assolutismo da Duca Valentino. Ricordiamo a Renzi che però, abilissimo nel conquistare l’Italia applicando l’unica morale del proprio dominio, finì sconfitto, per ragioni impensabili: un problema gastrointestinale, quella che Machiavelli chiamava “fortuna”. Ora ce l’ha. Ma è una fortuna di Pirro. Il vento gira. Soprattutto i popoli si ribellano”.
Non a caso anche i sondaggi registrano un suo calo di popolarità. Il problema è che – siccome il rignanese non è certo sciocco – lo capisce anche lui. E tutto fa credere che con un colpo di decreto annullerà la clausola che sposta l’applicazione della nuova legge elettorale al 2016 per andare subito al voto con l’Italicum/Dittatorellum”.
“Nulla sarà più come prima. Resta nella memoria profonda del Parlamento la violenza subita”, conclude ‘Il Mattinale’.