“La Severino non è una legge, ma una trappola che ferisce la democrazia. Che cosa aspetta Renzi, con la sveltezza dei sarti che ricuciono strappi indecenti, a rimediare? Il Patto del Nazareno ha al suo primo punto la lealtà reciproca tra i due protagonisti, i cui nomi forse avete tutti in mente. Che razza di democrazia è quella che mette fuori gioco a priori un contendente, applicando norme incostituzionali?”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“‘I senatori ci mettano la faccia e votino la decadenza”, disse Renzi come illuminato da una divina certezza il 31 ottobre del 2013. Ora ci metta la faccia, si esprima. Qualcuno osserva: il Tribunale che si è rifiutato di applicare la Severino non ha bocciato la legge, l’ha solo rinviata alla Consulta. Rispondiamo: ovvio, non poteva abrogarla da sé. Ma il governo può proporre un decreto e il Parlamento approvare una correzione della norma canaglia che ne prevede la applicazione retroattiva. Un virus incostituzionale nella pancia di una legge malata di giustizialismo unidirezionale: contra Berlusconem. Semplicissimo. Dirimente. Il contraddittorio logico non esiste”.
“Vorremmo infatti conoscere le motivazioni serie, serene e severe di chi intende ribadire che no, nel caso di Berlusconi non si può. Qui non è una questione di trattativa, di un accordo da trovare. Senza questo riconoscimento previo, qualsiasi patto salta. Finora la filosofia pattizia di Renzi può essere descritta con un calembour. ‘Facciamo l’accordo. Ci mettiamo d’accordo che possiamo cambiare l’accordo solo se siamo d’accordo. Ma se tu non sei d’accordo faccio l’accordo con un altro. E ti asfalto’”.
“Ricominci pure tra un momento questa sua tattica, il caro Premier, ma prima liberi le mani del suo interlocutore dai ceppi dell’iniquità trasformata in legge. Non conviene tanto a una persona o a una parte politica, ma alla democrazia e alla tenuta morale del nostro Paese”, conclude ‘Il Mattinale’.