“A Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni consentono al nostro popolo di poter guardare al presente con certezza sugli ideali che ci faranno resistere all’attacco dell’islam jihadista, e con la chiara individuazione di una strategia per vincere. Una strategia basata su due colonne entrambe essenziali. Identità e realismo. A ciascuna delle architravi si aggiunge un aggettivo qualificativo: identità coraggiosa, realismo coraggioso”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“La nostra identità ci fa essere cara la vita, ma non una vita qualsiasi, una vita sottomessa; ma una vita libera, una vita per costruire qualcosa di bello e buono. La certezza nei valori oggi messi sotto attacco dall’islam terrorista esige determinazione nelle scelte conseguenti. Il realismo ci fa dire che siamo in guerra. Esiste uno Stato che esiste di fatto ed ha un territorio, istituzioni, capi, Costituzione, esercito interno e commando esterni. Questo Stato si chiama Califfato o Stato Islamico di Siria ed Iraq, o Stato Islamico, o Daesh. Ha la volontà di annientarci, e l’ha espressa con azioni orribili.
L’Italia deve fare di tutto per consentire il costituirsi di una coalizione internazionale che vada dalla America alla Russia, comprendendo la Nato e i Paesi a maggioranza musulmana ma determinati a cancellare l’estremismo jihadista. Il punto chiave è che in questa partita giochino insieme Europa e Federazione Russa. Questo comporta, per puro buon senso, che si chiuda subito la guerra commerciale che l’Europa, obbedendo agli Stati Uniti, ha dichiarato alla Russia con le sanzioni.
E Renzi che fa? Renzi ha detto molte notevoli banalità. Poi ha detto una cosa intelligente e giusta. Che il coinvolgimento della Russia è indispensabile per sconfiggere l’Isis. E che Putin ha perfettamente ragione nell’identificare la necessità strategica di oggi con quella che comportò l’alleanza tra Washington, Mosca e Londra contro Hitler. Ma questo resta vuota retorica, una pia intenzione, magari sinceramente creduta, ma senza potenza pragmatica se non si trasforma in cose, fatti, gesti.
Qui si rischia – se si insiste a non costituire un’alleanza in stile Pratica di Mare – di trovarsi a dover riconoscere il primato del Califfo se non si esce dalle tattiche da quattro euro. Renzi deve uscire subito dal guado dove annaspa tra le parole, per passare a scelte precise. No alle sanzioni contro la Russia, sì ai fondi per la sicurezza contenuti nei nostri emendamenti alla manovra, sì a un coinvolgimento e a una condivisione delle forze politiche di opposizione nelle scelte gravi che si impongono. E allora ci sarà unità sul serio. Altrimenti se Renzi insiste sulle mezze porzioni e sulle mezze alleanze, non potremo certo seguirlo”, conclude ‘Il Mattinale’.