“La prima pagina odierna de “Il Fatto quotidiano” è l’ennesimo esempio di macchina del fango ad orologeria e basata sul nulla. L’obiettivo questa volta è il consigliere Rai Antonio Verro, reo di essere l’unica voce fuori dal coro, all’interno del Cda Rai, circa il piano di riassetto dell’informazione Rai. Cosa pensano bene di pubblicare Travaglio & Co.? Una lettera datata addirittura agosto 2010, in cui il consigliere Verro scrive all’allora premier Berlusconi, quest’ultimo antica e mai sopita ossessione del neo direttore de “Il Fatto” Travaglio”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Verro, nella fantomatica lettera tutta da verificare nella sua autenticità, ma pubblicata con il tono grave che si riserva ad un corpo del reato – quale poi? – non fa altro che ipotizzare la presenza in studio di un pubblico che sia semplicemente bipartisan e cioè equilibrato, invece che composto dalla solita claque di amici ‘de sinistra’ tanto cara a Santoro & Co., nei programmi di approfondimento smaccatamente anti governo Berlusconi”.
“E perché “Il Fatto” si sveglia adesso e dopo ben 5 anni decide di pubblicare una corrispondenza privata che non ha alcun tipo di rilevanza, spacciandola per prova inconfutabile di non si sa che cosa? La spiegazione è molto semplice: siamo alla vigilia di un Cda Rai importante, che il prossimo 26 febbraio sarà chiamato a deliberare in ordine al piano di riforma dell’informazione Rai. All’interno del Cda, Antonio Verro si è distinto, in solitaria, per la sua posizione critica rispetto alla riforma, fortemente voluta da Gubitosi, che porterebbe alla cancellazione delle testate o alla riduzione della loro autonomia editoriale e che potrebbe avere come conseguenza più immediata l’impoverimento, o peggio lo svuotamento, del pluralismo dell’informazione”.
“Il collaudatissimo atteggiamento intimidatorio de “Il Fatto” solleva, con accurata tempestività, un polverone di sola fuffa a pochi giorni dal voto del Cda Rai, con il disperato intento di screditare l’operato del consigliere Verro, la cui unica colpa è non essersi uniformato alla linea principale dei vertici aziendali, ma di aver avuto il coraggio di remare contro lo smantellamento dell’informazione Rai. Beh allora chapeau a Verro!”, conclude ‘Il Mattinale’.