“Renzi ha fatto da tappezzeria a Bruxelles. Ha detto però una cosa interessante. “Una soluzione tecnica per la Grecia si può trovare: ma poi va trovata una soluzione politica per l’Europa”. Chieda, in parallelo all’accordo sulla Grecia, la convocazione di un Consiglio europeo urgente, per affrontare la riforma inderogabile di una “entità” che oggi non sa più chi è, e specialmente non lo sanno i cittadini europei, che ormai nel migliore dei casi la guardano con diffidenza. Bisogna cambiare i trattati, spingere a che le quattro unioni marcino insieme, e non lascino indietro, com’è invece accaduto finora, l’unione politica”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Immigrazione, espansionismo dello Stato islamico, con una collocazione malcerta sul piano geopolitico della Grecia, impongono un cambiamento della governance europea, ma devono fornire al nostro Paese e al governo quale che sia e sarà, strumenti democratici competitivi. Il primo è l’istituzione di un tavolo della coesione nazionale, con un accento rivolto in particolare alla questione delle crisi internazionali e delle conseguenze per la sicurezza dei nostri cittadini”.
“C’è però un’arma la cui potenza è stata ed è sperimentata da numerosi nazioni del Continente: ed è il referendum in materie europee. Non avere questo referendum ci situa in una condizione di handicap competitivo nelle discussioni sull’Europa in cui ciascun Paese fa valere i propri specifici interessi nazionali in vista di una sintesi. Senza referendum che appoggi o minacci di bocciatura le proposte vincolanti di Bruxelles, il governo italiano è più debole. La stagione parlamentare della nostra Italia consente oggi di ragionare sulle regole della democrazia senza tatticismi e con l’attenzione al bene comune”.
“Quali sono le condizioni? Intanto è buona cosa che la scadenza fissata cervelloticamente dal ministro Boschi di concludere l’iter della riforma costituzionale per il 7 agosto, sia rimandata. Osserviamo che c’è un consistente gruppo di senatori del Partito democratico che domandano di ripristinare l’elezione diretta dei senatori. Noi siamo favorevoli a questo tipo di cambiamento. Beninteso questo comporterà una ridiscussione anche delle potestà del nuovo Senato. Nella modernizzazione della Costituzione troverebbe un tetto anche la nostra proposta di allargare il referendum oltre gli stretti confini stabiliti oggi dalla Costituzione all’art. 80. Altro punto per noi dirimente, senza cui non c’è discussione, è la modifica dell’Italicum: deve prevedere il premio maggioritario non alla lista ma alla coalizione. Va perciò sottoposto al cittadino elettore, sin dal primo turno, la scelta della coalizione, dando maggior stabilità al sistema”, conclude ‘Il Mattinale’.