“Al caos del mondo, oggi non solo insanguinato dalle guerre, ma ingarbugliato da alleanze contraddittorie, con l’unico dato certo dell’avanzata di un islam totalitario nelle sue varie sigle e scimitarre, fa da riscontro la marcia apparentemente ormai sicura di un uomo solo al comando, il cui nome è noto. Cominciamo subito a dire che finché avremo fiato e un po’ di cervello, resisteremo noi e chiameremo senza preclusioni ad unirsi a noi chiunque non sia ancora incantato e rimbambito dal “cazzaro” (come lo chiama affettuosamente Giuliano Ferrara per offrirsi ad Aladino Renzi come suo genio). Anche i più critici sulla tendenza di Renzi ad accaparrarsi tutto, ormai sono convinti che la strada sia in discesa per il segretario e premier”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Siamo arrivati a livello di fatalismo contemplativo. Così Michele Ainis in un editoriale sul “Corriere della Sera” elenca la progressione favolosa – e un tantino spaventosa – di Renzi nella capacità accentratrice con il suo esclusivo incameramento del bottino di potere. Scrive: ‘Dal 22 febbraio 2014 il segretario del Partito democratico è anche presidente del Consiglio. Dallo stesso giorno il presidente del Consiglio è anche ministro per le Pari opportunità. Dal 30 gennaio 2015 il ministro per le Pari opportunità è anche ministro per gli Affari regionali. Dal 23 marzo 2015 il ministro per gli Affari regionali è anche ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Troppi poteri in un solo potentato?’”.
“No, sono ancora briscolette per Renzi. In realtà attraverso l’approvazione rapida e senza margini di correzione dell’Italicum 2.0 in combinazione con la dequalificazione del Senato, tutto questo prenderà una forma che chiamare deriva autoritaria è un eufemismo. C’è il rischio, anzi siamo prossimi alla certezza, che questo pacco si risolverà in un irreparabile deficit democratico. Questo allarme noi lo stiamo lanciando coi megafoni, e pare che tutti se ne rendano conto, ma abbozzano, si siedono per terra”.
“Eppure: a Renzi manca una grande qualità per essere anche in senso machiavellico il Principe pigliatutto. Non ha il senso del fragile assetto del mondo, dell’impossibilità umana di controllare tutti i fattori. Il Duca Valentino inciampò in un disturbo intestinale. Esistendo l’Imodium, oggi sono più probabili incidenti parlamentari. Esagerata confidenza nella cedevolezza di Alfano. Sottovalutazione della capacità federativa e di mobilitazione popolare di Silvio Berlusconi. Dunque. La certezza è che Renzi vuol prendersi tutto. La nostra scommessa è che non ce la farà”, conclude ‘Il Mattinale’.