“Noi constatiamo il volo di due tegole che stanno piombando sulla testa del premier a velocità crescente. Pensava di usarle per ripararsi in vista di futuri marosi nell’economia e nella questione sociale derivante dall’immigrazione. Ora gli ritornano in forma di boomerang. Renzi aveva deciso di giocarsi le carte del facile consenso con due mosse per le prossime regionali: scuola e tesoretto per i non capienti. Sono saltate tutte due”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“La ‘buona scuola’ nel progetto renziano aveva due volti. E una doppia funzione di propaganda. La prima simbolica: affermare valori di modernizzazione ed insieme ritenuti alieni alla cultura della sinistra. Questo, nel suo piano, avrebbe catturato i consensi sul versante del centro e delle famiglie moderate. Esisteva molto meno simbolica e assai più pratica, la decisione di assumere centomila precari, con la garanzia di farne prendere in capo allo Stato ben presto tutti e 400mila! Insomma: una palese contraddizione pratica tra affermazione di valore del merito, e assunzione assistenzialistica e a prescindere dal merito. L’operazione gli è scoppiata in mano”.
“Voler insieme consolidare la sua base elettorale fatta di insegnanti precari, molti dei quali senza arte né parte, e nello stesso tempo ammiccare alle famiglie e ai loro desideri educativi e di alta qualità professionale dei professori, è una contraddizione che spezzerà le ossa del demagogo Renzi”.
“Le pensioni. Questa tegola non l’aveva prevista. Si era anzi attrezzato per distribuire un tesoretto. Chi osa mettersi contro un premier che dà un miliardo e mezzo ai poveri? Ovvio che sarebbe stata una elemosina, una mancetta per un voto di scambio, con accompagnamento di complimenti delle persone sensibili. Com’è noto il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E nel pentolone renziano si è infilato un imprevisto. Da statista avrebbe dovuto esporsi subito al vento della popolarità o della impopolarità, fate voi. Decidere il ripristino immediato del maltolto. Stabilendo tagli della spesa pubblica dolorosi ma utilissimi. Oppure stabilendo modalità di differimento, chiare e distinte. Invece che fa? Rinvia. Sposta a dopo le elezioni la decisione, così da non rischiare di perdere consensi. Queste furbate si pagano”, conclude ‘Il Mattinale’.