“Il risveglio contemporaneo dal sonno di tutti i giornaloni non ci trova impreparati. Ben prima che Claudio Cerasa riferisse la frase profetica di Massimo D’Alema ‘Renzi cadrà per mano dei pm’, avevamo individuato un forte allarme per il futuro nel comportamento flessibile e impaurito del premier rispetto alle invasioni della magistratura alla periferia del suo governo e addirittura nel centro del motore economico del suo partito a Roma e non solo”.
Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Segnali chiari di paura da parte del premier-si-fa-per-dire hanno anticipato le uscite odierne dei giornaloni: Renzi che dà il via libera addirittura alle coscienze (inaudito, faccino ironico) dei senatori del Partito democratico sul caso Azzolini, ma che lascia chiedere scusa alla sua vice Serracchiani; Renzi che poi si affanna a dire che non sarà il “passacarte delle Procure”; Renzi che infine esautora il Parlamento dalle decisioni su come far valere l’immunità, e che scontenta inaspettatamente con questo la magistratura, che evidentemente ama contare amici e nemici sulla base dei voti favorevoli e contrari all’arresto. Insomma, un pasticcio”.
“Ma un pasticcio sono le affermazioni riferite oggi a proposito dei verbali di Buzzi. Sono carte accusatorie, che attendono ovviamente la voce della controparte tirata in ballo. E non ci presteremo di certo a farci eco di questa o quella testimonianza diretta o de relato. Ma la valenza politica di queste carte è palese. Lo si coglie assai più dalle domande dei pm che dalle risposte piuttosto volutamente ambigue del leader della premiata (dagli appalti) Coop rossa. I pm vogliono incastrare ministri ed ex ministri del governo Renzi, governatori e amministratori nel cuore del Pd”.
“Non è la prima uscita delle Procure tendente a far sentire a Renzi e dintorni il proprio fiato sul collo. Il caso Adinolfi e la presunta ricattabilità di Napolitano usata da Renzi per far cadere Letta. Le risposte del Giglio appassito sono state un pessimo documento di vischiosità. Un atto di coraggio sarebbe invece oggi più che mai necessario. Fa ancora in tempo a parlare a Camera e Senato, a reclamare la sua libertà dai ricatti che sono segnalati più che dal lavoro della magistratura, da quell’altro lavoro: quella della diffusione con tempistiche agostane dei verbali tramite giornali”.
“Si sa che agosto è sempre stato un tempo d’oro, a Parlamento chiuso e Italia in ferie, per la poco gloriosa macchina che distribuisce in edicola avvisi di garanzia, interrogatori più o meno segretati e intercettazioni. Noi garantisti. Ma Renzi ci dia una mano a esserlo. A impedire che continui questo gioco nefasto per lo stato di diritto, che calpesta i diritti della difesa e invade con liquami nauseabondi la politica, che di per se stessa già non odora di viole”, conclude “Il Mattinale”.