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INDUSTRIA: BRUNETTA, “LA CRISI TEDESCA AVRÀ UN IMPATTO DI 60MLD SULLA DOMANDA AGGREGATA ITALIANA: SI CONTRARRANNO ENORMEMENTE CRESCITA E CONSUMI”

 

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“La crisi economica della Germania avrà un impatto pari a quasi 60 miliardi di euro sulla domanda aggregata italiana, ovvero circa due volte e mezza il valore delle clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva, pari a 23,1 miliardi. La stima shock è stata fatta da Stefan Legge, economista dell’Università di San Gallo in Svizzera, e pubblicata dal quotidiano britannico Express. Considerando che l’aumento delle clausole di salvaguardia potrebbe produrre una contrazione dei consumi – e quindi del Pil – fino al -0,4%, l’impatto del calo della domanda generato dalla crisi tedesca dovrebbe essere ben superiore sul 2019 e sul 2020.

 

La guerra dei dazi iniziata dal presidente americano Donald Trump con l’obiettivo di colpire la locomotiva europea sta quindi avendo effetti superiori al previsto. L’industria di Berlino sta letteralmente colando a picco, con la produzione industriale scesa di un altro -0,6% a luglio, dopo il -1,1% di giugno, mentre gli analisti si attendevano un recupero del +0,4%. Sempre nel mese di luglio, gli ordini industriali sono diminuiti del -2,7%, molto più dell’atteso -1,5%, lasciando intendere che anche nel prossimo futuro non ci sarà un recupero della manifattura. Particolarmente colpito il settore automobilistico, quello che più ha risentito della guerra dei dazi, e la principale fonte di export della Germania. Gli economisti della Bundesbank parlano apertamente di rischio recessione tecnica già a partire dal prossimo trimestre, dopo che il secondo ha fatto segnare un -0,1%”.

 

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.