“Il dibattito sull’Italicum è surreale e occorre dare qualche chiave interpretativa, e lo farò iniziando da qualche citazione che riguarda la legge elettore. La prima è del Presidente emerito Giorgio Napolitano del 13 aprile 2015 ‘Non si può disfare ciò che è stato fatto faticosamente. Guai se si piomba in un ‘ricominciamo da capo’’. La seconda è del presidente pro-tempore Matteo Renzi del 14 aprile 2016 ‘E’ la miglior legge del mondo, ce la copieranno in molti. Io non voglio cambiare l’Italicum’. La terza citazione della bravissima Maria Elena Boschi del 15 ottobre 2015 e del 12 giugno 2016 come Paganini si ripete ‘Dà stabilità e affidabilità internazionale al Paese. No, non cambieremo la legge elettorale’.
La prima è quella dell’azzardo morale, vale a dire quella dei comportamenti opportunistici post contrattuali, ovvero imbrogliare, non mantenere la parola data. Dire una cosa, farne un’altra, imbrogliare tutti, gli amici, i nemici, i colleghi di partito, quelli di governo, le opposizioni. La seconda è quella dell’arroganza politica, ossia pensare che essendo pro-tempore, tutto sia possibile. Grande illusione che non giustifica nessuna arroganza. La terza categoria, l’insopportabile propensione ad anteporre il proprio destino politico, del proprio Governo, alle riforme di cui il Paese ha bisogno. Oppure pensare che il proprio destino politico si sovrapponga, combaci, con quello di cui il Paese ha bisogno. Questo spiega la personalizzazione,se perdo il referendum me ne vado. Spiega l’arroganza si può dire tutto ed il contrario di tutto. Spiega l’imbroglio, il non mantenere la parola data.
La situazione di oggi, surreale, grottesca, non è l’occasione per dire che legge elettorale voglia ciascuno di noi. Di legge elettorale sarà bene parlare solo dopo la celebrazione del referendum confermativo, solo dopo che si sarà espresso il popolo, perchè l’articolo 1 della Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo, a nessun altro.
La Consulta ha scelto di non pronunciarsi sull’Italicum prima del referendum, dicendoci implicitamente che si esprimeranno prima gli italiani e sarà meglio aspettare che si esprimano loro. E con il referendum gli italiani si esprimeranno tanto nel merito della riforma costituzionale ma anche, sul piano politico, su tutto il pacchetto.
Qualcuno prima di me ha detto sul pacco renziano, pacco inteso nel senso napoletano del termine, vale a dire l’Italicum e la riforma. Perchè il presidente che Consiglio che ha messo insieme queste due riforme le ha messe insieme per un suo preciso disegno di potere. Il combinato disposto è eversivo della nostra democrazia parlamentare.
Sull’italicum il governo ha messo la fiducia per ben tre volte. Come fa un capo di governo, come fa un ministro, dopo aver messo esplicitamente la questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale a dire in maniera leggerissima che si può tranquillamente cambiare? Se ci fosse una coscienza politica e istituzionale si dovrebbe dimettere. Visto che sulla riforma della legge elettorale si è messa la vita stessa del governo. Come avete potuto, fare, dire e disdire tutto questo?
Renzi nell’aprile del 2015 ha cambiato 10 componenti della Commissione Affari Costituzionali perché non erano d’accordo sull’Italicum, con disprezzo dei regolamenti, delle regole, dell’etica politica e parlamentare. L’Italicum forse avrà un altro record, sarà l’unica legge nata morta, prima di essere mai applicata, morta per volere dei suoi stessi genitori.
Ci saremmo volentieri risparmiati il dibattito di oggi e avremmo preferito parlare di Europa, di disoccupazione, di risparmio, di Mps, di immigrazione, di sicurezza, però visto che Scotto ha ritenuto di riportare la centralità del Parlamento su un tema su cui il Parlamento era stato violentato, abbiamo volentieri onorato il dibattito. Lo abbiamo fatto per Scotto, per Sel, non per Renzi, non per questo Governo, non per i suoi ministri”.