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Intervento dell’on. Renato Brunetta su “Informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri sulle linee di attuazione del programma di Governo”

 

Brunetta Camera

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Signora presidente della Camera, signor presidente del Consiglio, speravo che lei nei suoi primi 206 giorni di governo avesse imparato qualcosa. Non da noi certamente, non dal Parlamento certamente, ma dalla realtà che come è noto ha la testa dura.

 

Lei invece oggi ha fatto solo un discorso apologetico di se stesso, e se dovessi usare una chiave di lettura del suo discorso direi: retorica. E io le dico, signor presidente del Consiglio, basta con la retorica, basta con la fabulazione, basta con la confusione. Basta con i continui contrordine compagni, basta con i messaggi facili con cui ha infarcito anche quest’oggi i suoi 45 minuti di discorso.

 

Basta con i messaggi demagogici, populisti, cui non seguono atti, fatti, concretezza. Basta, qualcuno potrebbe dire, ma lei stesso usa queste formule, basta con l’aria fritta, basta con le illusioni.

 

Vede, un politico può fare tanti danni, ma uno dei danni più gravi che può fare è quello di illudere, illudere la gente, illudere i cittadini, illudere retoricamente il popolo. Basta paradossalmente, signor presidente del Consiglio, con il prendere impegni. Onori gli impegni che prende. Non basta prendere impegni, bisogna onorarli. E non basta prendere impegni e rilanciare continuamente questi impegni con altri impegni. Gli impegni si onorano.

 

Lei, signor presidente del Consiglio, ha voluto questo dibattito per raccontarci, rappresentarci, i suoi 1000 giorni, ma, signor presidente del Consiglio, lei non ha 1000 giorni. L’Italia non ha 1000 giorni, le famiglie italiane non hanno 1000 giorni davanti, o le imprese italiane, non hanno 1000 giorni davanti. E se noi guardiamo i suoi primi 206 giorni, se analizzati con un puntuale fact-checking, come si suol dire, non appaiono i suoi 206 giorni esaltanti. Tutt’altro.

 

E se il buongiorno si vede dal mattino, lei ha consumato già 200 giorni con dei risultati, che sono sicuro lei avrà analizzato, che portano a uno score tra il 10 e il 20% rispetto agli impegni presi, troppo poco signor presidente del Consiglio.

 

Il suo è un governo indeciso a tutto, che ha sbagliato innanzitutto le priorità. Adesso ci viene a dire tutto insieme, all’inizio diceva le grandi riforme. Le ricordo, signor presidente, che quest’Aula ha approvato la riforma elettorale e l’ha consegnata al Senato il giorno 16 marzo. Dov’è finita la riforma elettorale consegnata da quest’Aula dopo un fate presto, fate presto, fate presto, dov’è finita, dal 16 marzo? Insabbiata. Spiaggiata.

 

Lei ha sbagliato le priorità, non ha mantenuto i suoi impegni. Rilancia continuamente. E ora ci viene a dire le riforme vanno fatte tutte insieme. Ma a che gioco sta giocando, signor presidente del Consiglio? Lei si rende conto che c’è davanti a noi una agenda infernale? Una agenda infernale fatta di tronconi di riforme spiaggiate, insabbiate, una sessione di bilancio tutta da riempire.

 

Non abbiamo notizie sulla nota di variazione al Def, non abbiamo notizie sulla legge di stabilità, non abbiamo notizie su nessuno dei provvedimenti economici, la spending review continua ad essere una pia illusione con il commissario ormai in volo per Washington.

 

Altra sua retorica è quella del rilancio. C’è poco da rilanciare, signor presidente del Consiglio. Siamo in recessione, siamo in deflazione e devo dire quasi quasi la compatisco perché ogni volta che lei sta per fare dei discorsi importanti, immancabilmente l’Istat o l’Ocse le rovina la festa. Addirittura ad agosto aveva pensato ‘ma che cattivoni questi dell’Istat a mandarmi le statistiche sulla recessione pochi giorni prima, o due giorni prima delle mie grandi comunicazioni’, non sapendo che il calendario dell’Istat, signor presidente, è un calendario prefissato, prefissato in sede europea e che non è subordinato all’esigenza di comunicazione di questo o quel presidente del Consiglio d’Europa.

 

Siamo in recessione, siamo in deflazione, la sua politica economica è fallita. Tutti gli indicatori sono negativi, il debito pubblico è ai massimi storici e sotto il suo governo il debito è aumentato di 99 miliardi di euro. Rispetto al 2011 le tasse sulla casa, con il suo fattivo contributo proprio all’inizio del suo governo, sono triplicate, le tasse sul risparmio sono decuplicate, la pressione fiscale signor presidente del Consiglio, e questo è totalmente attribuibile a lei, nel 2014 aumenterà dal 43,8  al 44,1%, quindi vuol dire che tutto il gettito diviso il Pil aumenterà di tre decimali.

 

La disoccupazione raggiungerà il 12,6% e forse qualcosa di più, mentre lei pochi mesi fa dichiarava che l’avrebbe portata sotto il 10%, e le do una notizia, con questi chiari di luna del Pil, la disoccupazione continuerà a crescere, non solo in questo 2014 ma anche nel 2015, date le caratteristiche di reattività della occupazione/disoccupazione ai dati del prodotto interno lordo. Abbiamo un milione di disoccupati in più del 2011.

 

Aveva promesso di pagare entro il 21 settembre, mi pare sia il giorno di San Matteo, 68 miliardi di debito della pubblica amministrazione. Io sono puntuale sulle sue promesse e la controllo, ma dal sito del Mef risultano pagati 26,1 miliardi, di cui 22,8 liquidati dal suo predecessore. Quindi vuol dire che lei, il suo governo ha liquidato 3,3 miliardi vale a dire il 4,8%.

 

Promesse signor presidente del Consiglio, promesse. Di tutti i suoi annunci il tasso di realizzazione è tra il 10 e il 20% ad essere generosi. Perché non ha fatto un’autocritica su questo? Perché non ha detto non ce l’ho fatta? E ha cercato signor presidente del Consiglio le ragioni per le quali non ce l’ha fatta , le ragioni esterne, le ragioni interne, le ragioni interne alla sua stessa maggioranza, al suo stesso partito, sarebbe stato molto più onesto.

 

Ha fatto solo un discorso apologetico di se stesso, fatto di luoghi comuni, di aria fritta. Non abbiamo mille giorni, signor presidente del Consiglio, e quando lei parla di riforme del mercato del lavoro, e la da per fatta, non ci dice come. Abolirà l’articolo 18? Come vuole Sacconi, il suo alleato di governo l’Ncd, ce lo dica, perché questo chiede il Paese. E la delega, altro che formule vaghe, la delega deve essere chiara. Abolirà, riformerà lo statuto dei lavoratori, abolirà l’articolo 18? Questo le chiede l’Europa! Questo le chiede il Paese! E’ in grado di farlo? Ha una maggioranza per farlo in questo Parlamento? Questo le chiede il Paese, non chiacchiere non retorica, non aria fritta.

 

Vuole fare la riforma fiscale, perché non ha attuato la delega che giace da sette mesi? Perché non l’ha fatto? E sulla giustizia signor presidente del Consiglio, ho apprezzato la sua professione di garantismo ma se ne ricordi signor presidente del Consiglio, il garantismo è innanzitutto verso gli avversari politici, prima che per i propri sodali. E ha chiesto al suo partito se è d’accordo con le sue idee sulla giustizia? Perché questa è la chiave per capire questo momento storico. Signor presidente del Consiglio, al di là della retorica, al di là dell’aria fritta, al di là delle illusioni. Grazie.