“In una legge di bilancio sotto lo scacco dell’assistenzialismo grillino, tra redditi e pensioni di cittadinanza, la Lega si allinea e si adegua, rinviando a tempo indeterminato il grande progetto della flat tax e contrabbandando per primo passo in quella direzione un provvedimento che, come certificato ieri dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti, offrirà ex novo la possibilità di un regime di tassazione secca al 15% a poche centinaia di migliaia di partite IVA su 40 milioni di contribuenti totali e soprattutto lo farà con modalità che, tra le partite IVA, premia quelle che non si aggregano, non assumono collaboratori e non investono in beni strumentali. Insomma una “flat tax di cittadinanza” per chi è piccolo con un incentivo a non crescere, altrimenti si torna nell’inferno della fiscalità ordinaria. Nulla a che vedere con il grande progetto per la crescita in cui hanno creduto gli elettori del centrodestra e in cui Forza Italia crede oggi ancora più di prima come rimedio alla stagnazione verso cui ci sta portando questo governo”.