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LUPI: IL MATTINALE (FI): SCANDALOSO DOPPIOPESISMO RENZI ILLUSTRA GOVERNO DI TOTALE INCONSISTENZA

 

“Questo nostro Paese non può permettersi più un premier con la morale a fisarmonica di Matteo Renzi. Costui non ha neppure la grandezza spregiudicata di chi ha fatta sua la lezione di Machiavelli, e non ha bisogno di esibizione di buoni sentimenti per giustificare l’eliminazione di un avversario”.

Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Il premier voleva prendersi il ministero delle Infrastrutture, tagliare le unghie al meno docile dei suoi alleati di Ncd: fatto. Ma che miseria le moine e il grazie postumo al ‘caro Maurizio’. Il caso Lupi ha dimostrato che il premier adotta un’etica di circostanza, applicata all’accumulo di potere spicciolo, con l’avarizia di un papà Goriot invecchiato presto”.

“Tutto questo ha conseguenze enormi e pericolose per il nostro Paese. La piccineria infatti è misurata dai nostri interlocutori internazionali come tale. E l’Italia perciò è insignificante in tutti i sensi e in un momento denso di rischi per la nostra sicurezza. Infatti capita che si possa incidere e fare valere i propri interessi perché si ha un peso  economico, storico, simbolico ineludibile”.

“Oppure perché la debolezza intrinseca di uno Stato è surrogata dalla stima di serietà che gode il suo rappresentante e in qualche caso dalla genialità. Renzi è riuscito nel capolavoro all’incontrario di avvilire con il proprio presuntuoso dilettantismo il ruolo dell’Italia; e  ha consentito a Germania, Regno Unito, Francia e persino Spagna di trascurare l’Italia anche come potenza regionale nel Mediterraneo, proprio mentre abbiamo lo Stato Islamico sotto casa. Sul piano interno viene allo scoperto anche presso la base del Partito democratico la straordinaria attitudine a usare una bilancia da truffatore nel valutare uomini e scelte”.

“Le dimissioni di Lupi, senza neppure poter sventolare un avviso di garanzia e imposte dal Pd, sono incomprensibili se paragonate alla quieta permanenza nell’esecutivo di ministri con rapporti inquietanti con poteri affaristici e finanziari come Poletti e Boschi”, sottolinea “Il Mattinale”.