“Un 2019 con crescita tendenziale zero avrà, in ogni caso, effetti pesantissimi sull’economia e sui conti pubblici. Sull’economia perché vorrà dire che la produzione industriale non crescerà, che le imprese saranno costrette a licenziare e saranno disincentivate ad investire e che l’Italia rimarrà, ancora una volta, ultima in Europea per tasso di crescita. Sui conti pubblici perché la riduzione del Pil fa peggiorare gli indicatori di finanza pubblica, deficit e debito, e aumenta ancora di più il peso della manovra correttiva dei conti da effettuarsi nella seconda metà dell’anno, dopo le elezioni europee. A tal proposito, il Governo continua incredibilmente a tacere sul cosa intende fare sulle clausole di salvaguardia dell’IVA. Anche nel prossimo DEF dovrebbe limitarsi a scrivere che queste verranno tolte, senza però spiegare con quali risorse, e, soprattutto, senza ammettere che, a differenza degli anni precedenti, quest’anno il bonus di flessibilità concesso dalla Commissione Europea è finito. La conseguenza sarà che la prossima Legge di Bilancio è destinata a diventare la peggior manovra restrittiva degli ultimi anni dopo quella draconiana fatta ai tempi di Mario Monti”.