“Un grosso pericolo per i nostri conti pubblici deriva dalle coperture poco credibili che il Governo ha inserito nella manovra per far tornare i conti e che presto potrebbero essere scoperti dalla Commissione, con il rischio che venga alla luce un grosso buco di bilancio da coprire con le clausole di salvaguardia. I due esempi più lampanti di queste coperture fittizie sono i proventi dall’alienazione di immobili pubblici e il rimborso dei clienti delle banche truffati. Relativamente al primo, la manovra prevede l’adozione di un Piano di cessione di immobili tale da determinare entrate non inferiori a 950 milioni di euro per l’anno 2019 e a 150 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021, al netto delle quote non destinate al Fondo per ammortamento dei titoli di Stato o alla riduzione del debito degli enti. Il problema è che è di tutta evidenza che si metteranno sul mercato gli stessi immobili che si cifrano ormai da anni, senza che si sia mai riusciti mai a venderli. I ricavi da alienazione iscritti a bilancio, in pratica, sono irrealizzabili. Relativamente al secondo, una norma della manovra prevede rimborsi fino al 95% per le obbligazioni e del 30% per le azioni, fino a una soglia di 100 mila euro. Il problema è che si tratta di una disposizione comunitariamente illegittima, a rischio di procedura di infrazione, come ammesso dallo stesso direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera. Far credere che quelle coperture esistano al Governo non è costato nulla. Costerà però agli italiani quando la Commissione scoprirà il bluff, probabilmente già dal prossimo 22 gennaio. A quel punto, il commissariamento potrebbe diventare molto che un semplice monitoraggio da parte dei funzionari di Bruxelles”.
Così in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.