“Il governo è nel caos, non esiste ancora un testo della Nota di variazione al Def e tantomeno esistono numeri chiari e netti. Oggi Tria è in Europa a spiegare non si sa che cosa, perché non esiste un numero, non esiste un documento e, rispetto a tutto questo, i mercati stanno dando il loro giudizio, vale a dire spread e rendimenti dei decennali ai massimi storici, con quel che ne conseguirà dal punto di vista del valore, che si riduce, dei titoli posseduti dalle banche italiane, riducendosi oltretutto la loro capitalizzazione, con conseguente restrizione del credito per le famiglie e per le imprese”.
Così Renato Brunetta, deputato e responsabile del dipartimento di politica economica di Forza Italia, parlando con i cronisti in Sala Stampa a Montecitorio.
“Siamo all’interno di una stretta creditizia che porterà ai minimi livelli la potenzialità di crescita del nostro Paese. Altro che 1,6-1,7% ipotizzato dal ministro Tria, qui andiamo a picco con la crescita, andiamo ai massimi storici per quanto riguarda il livello del rapporto debito/Pil. L’Italia non è più un paese affidabile, serio e credibile in cui investire”.
“Questo è lo stato dell’arte, è quello che ci consegna questa maggioranza di buoni a nulla, ma capaci di tutto, che sta distruggendo l’economia e la democrazia nel nostro Paese”.
MANOVRA: BRUNETTA, “DEFICIT 2,4 PER PROSSIMI TRE ANNI E’ PROVOCAZIONE NEI CONFRONTI DELL’UE”
“Forza Italia è stata molto chiara e molto netta: aver ipotizzato un deficit al 2,4% per i prossimi tre anni è una provocazione nei confronti della Commissione europea e delle regole che ci siamo impegnati a rispettare. Questa provocazione prelude un’uscita dell’Italia dall’Europa e dall’euro. Ancor di più, una rejection da parte della Commissione europea della Legge di Bilancio se avrà questi numeri, con le relative conseguenze dal punto di vista della fiducia e dei mercati”.
“Ricordiamo poi, a tutti noi, che da oggi il Quantitative Easing da parte della Bce da 30 miliardi si riduce a 15 fino a fine anno, per poi azzerarsi dal 2019. Speriamo che un po’ di razionalità, buonsenso e responsabilità possano tornare nella mente dei nostri governanti. Ne dubito. Sono dei perfetti dilettanti allo sbaraglio, buoni a nulla, ma capaci di tutto”.