“La giornata sui mercati finanziari italiani sta finendo peggio di come è iniziata. Lo spread si è, infatti, portato sopra la soglia dei 280 punti base, con il rendimento sul BTP decennale salito fino al 3,26%, a meno di 100 punti base dal suo omologo greco. Il paragone tra lo stato delle finanze pubbliche italiane e quello delle finanze pubbliche greche non è affatto azzardato, come riporta la grande stampa internazionale, che parla sempre più apertamente del rischio di fallimento dell’Italia e, nel caso, di una ristrutturazione del suo debito fatto proprio sul modello della Troika precedentemente usato per Atene.
Il FTSE MIB, l’indice di riferimento del mercato azionario italiano, è arrivato a perdere quasi il -5,0%, con l’indice del settore banche che ha perso quasi il -8,0%. Pesantissime le perdite per gli istituti di credito, comprese UniCredit e Intesa Sanpaolo, che sono arrivate a lasciare sul campo quasi il -9,0%, a rischio sospensione per eccesso di ribasso. Miliardi di euro di risparmio dei cittadini andati in fumo in poche ore. Anche per lo Stato azionista è stata una giornata da dimenticare, con le partecipate del Tesoro e di Cassa Depositi e Prestiti che hanno visto deprezzarsi i loro listini per circa 1 miliardo di euro.
La crisi finanziaria italiana ha guadagnato le prime pagine dei principali media internazionali, che parlano apertamente di un rischio contagio verso altri mercati europei e internazionali, dovuto alla scelta del governo italiano di andare allo scontro con la Commissione Europea sulla Legge di Bilancio 2019. La cosa paradossale, è comunque quella che questa battaglia che l’Esecutivo sta combattendo contro Bruxelles e i mercati finanziari è basata su dei numeri che ancora non sono stati fatti vedere. Non esiste una tabella, uno scritto, un documento. La Nota di Aggiornamento del DEF, diventata in poche ore la scintilla che ha fatto crollare i mercati finanziari di mezzo mondo, di fatto non esiste ancora. Addirittura, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato a dichiarare che i mercati finanziari si tranquillizzeranno dopo averla vista.
Perché allora andare allo scontro aperto con il resto del mondo senza avere prima in mano nemmeno dei numeri ufficiali? La mossa di Lega e Cinque Stelle sembra dettata dalla volontà di fare un vero e proprio dispetto all’Europa, con continue provocazioni fatte da chi vuole a tutti i costi provocare l’incidente, da usare come strumento di propaganda politica alla elezioni europee del prossimo anno. Un messaggio inviato ai populisti di tutta Europa di tenersi pronti a combattere le istituzioni politiche dell’Unione, per arrivare al potere. Una strategia, questa, destinata a provocare solo danni irreparabili all’Italia, la cui reputazione è ormai calata a zero e, di riflesso, a tutta l’Europa, che reagirà, in ogni caso, con veemenza contro il nostro Paese, nel tentativo di arginare l’avanzata del movimento populista europeo che ha a capo, in questo momento, i due leader di Lega e Movimento Cinque Stelle”.