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MANOVRA: BRUNETTA, “SUBITO FLAT TAX PER EVITARE LA FUGA DI INVESTITORI”

 

Flat tax

 

“Man mano che passano i giorni e si avvicina la data di presentazione della Nota di Aggiornamento al DEF, prevista per il 27 settembre, si viene sempre più a delineare con certezza il quadro macroeconomico sul quale il Governo dovrà impostare la prossima Legge di Bilancio. Tanto per cominciare, il tasso di crescita del Pil per il 2018 non sarà del +1,5%, come previsto nell’ultimo DEF di maggio presentato dal governo Gentiloni, ma ben inferiore, a circa il +1,0-1,1%, mentre per il prossimo anno, anziché il +1,4% stimato dal precedente Governo, si scenderà sotto la soglia del +1,0%. Queste sono le previsioni più accreditate. Ogni altra congettura rischia di essere considerata una fake news.
Quindi, con un peggioramento della crescita di questa entità, l’aumento delle spese per interessi sul debito e i mancati proventi da operazioni di privatizzazione, quantificate, sempre dal DEF, in 0,3 punti percentuali di PIL, il rapporto deficit/Pil dovrebbe superare già quest’anno la soglia del 2,0%, contro l’1,6% obiettivo ed essere fissato, almeno leggendo tra le righe quanto ipotizzato sempre dal governo, all’1,5-1,6% nel 2019, ben al di sopra dello 0,8% concordato con la Commissione Europea. Con questi numeri, il rapporto debito/Pil dovrebbe mantenersi invariato quest’anno, invece di scendere dal 131,8% al 130,8% come previsto dal DEF, e addirittura aumentare il prossimo anno, tornando sopra la soglia del 131,0%, anziché scendere al 128,0% come previsto. Considerando che sempre più economisti ritengono probabile l’avvento di una recessione economica nel biennio 2020-2021, questi dati suggeriscono come il rapporto debito/Pil, il principale indicatore di finanza pubblica osservato dagli investitori, potrebbe dirigersi verso la soglia del 150%, come calcolato da Goldman Sachs, anziché diminuire sotto il 130%. La reazione degli investitori non potrebbe che essere quella di una nuova ondata di vendite di massa dei titoli di Stato italiani fin da subito.
Per i predetti motivi, invitiamo nuovamente il Governo a presentare nella prossima Legge di Bilancio un vero e proprio shock fiscale, introducendo una flat tax con aliquota unica al 23% e soglia di esenzione a 12mila euro, flat tax coperta interamente con il taglio delle tax expenditures, esattamente la riforma fiscale che il centrodestra aveva presentato nel suo programma di governo. Limare leggermente le aliquote, affossare il mercato del lavoro con regole dirigiste come quelle contenute nel Decreto Dignità del ministro di Maio, opporsi alle opere pubbliche come TAP e TAV e proporre soluzioni anacronistiche come quelle della chiusura dei negozi la domenica non sortirà alcun effetto sulla crescita. Anzi, con queste politiche economiche e sociali è quasi scontato che il futuro dell’Italia sia sempre più a rischio e che gli investitori ritirino i loro capitali a sempre maggiore velocità”.