“Un po’ di turbolenza, rispetto ai cambiamenti aziendali e allo stato di incertezza, è prevedibile”. Così Renato BRUNETTA, deputato di Forza Italia, ospite di Alessandra Sardoni ad ‘Omnibus’, La7, in merito al giudizio negativo delle borse su Fca al post-Marchionne.
“Quella di Marchionne è una vicenda dolorosa. È stato sicuramente il più grande manager che l’Italia abbia visto negli ultimi 20-30 anni. Fiat era fallita agli inizi degli anni 2000 e lui l’ha risanata e internazionalizzata. Se fosse stato per il sindacato comunista, non ci sarebbe più la Fiat. La Fiat sarebbe fallita o ci sarebbe stato un qualche tipo di baraccone inefficiente, tipo Alitalia”.
“Continuo a non capire la politica economica ed industriale del Movimento 5 Stelle. Continua a dare messaggi preoccupanti non solo su Alitalia, ma ai mercati internazionali. Sulla vicenda Ilva, non so a chi possa giovare questo tipo di incertezza, questo mettere in discussione un accordo fatto, una gara, sulla base di illazioni. Qui c’è un problema di opinione e di credibilità a livello internazionale. Stiamo parlando di giochi pesanti ed importanti, di multinazionali. Stiamo parlando di regole del gioco”.
“Mettere in discussione la regolarità di una gara, dopo averla definita, può solo che dare un segnale spaventosamente negativo ai mercati internazionali. La stessa cosa vale per Alitalia. Si mette in piedi una gara che dura ormai da un paio di anni sulla volontà non del governo, ma dello Stato italiano, con l’intento di dire ‘mettiamo sul mercato quest’azienda perché qualcuno la compri’, per poi dire ‘scusate, cancelliamo tutto, contrordine compagni, ce la teniamo noi’. Il problema è il segnale che si dà all’estero, ai mercati internazionali. L’Italia, sempre di più, diventa un luogo non affidabile, dove non conviene investire”.