Il mosaico opportunistico di Matteo Renzi si sta scollando e mostra i primi gravi segni di cedimento. La voracità del premier e il suo impegno profuso per addizionare solamente numeri si scontrano con la realtà. E con la coscienza delle persone che non intendono prendere in giro i cittadini.
Questa volta è toccato a Gaetano Quagliariello, dimessosi dal suo incarico da coordinatore di Ncd, con tanto di ultimatum ad Angelino Alfano: o molli Matteo Renzi o è scissione.
Sarebbero dodici i parlamentari pronti a seguirlo in un eventuale nuovo gruppo indipendente. Un applauso a Quagliariello che si è sfilato dal tappeto steso davanti a Renzi da i suoi (ex?) colleghi di partito, quando ha visto che la situazione, in termini di coerenza e rispetto dei valori della sua storia e della sua appartenenza, stava degenerando.
Ora i numeri di Renzi tornano ad essere ballerini, la semplice addizione di figurine ed interessi non soddisfa gli italiani, non è sufficiente per governare un Paese come l’Italia.
La politica, la gestione di un esecutivo non sono un banchetto dove ingozzarsi, dove spartirsi le frattaglie. L’ex ministro delle Riforme del governo Letta ha rimarcato come, negli ultimi tempi, fossero emerse troppe “differenze sul piano dell’analisi e della linea politica”.
Ben vengano prese di posizione di questo genere. Dimostrano che c’è ancora qualche politico in giro guidato da raziocinio e non dalla brama di poltrone e di posizioni di potere. Questo indipendentemente dall’appartenenza politica. Un evento raro, comunque. Gruppi, gruppettini, cambi di casacca sono oramai il leitmotiv di questa legislatura. Le frattaglie della politica italiana, perchè di questo si tratta, fanno gola. Eccome. Peccato che a rimetterci siamo sempre noi, cittadini di una patria che oramai si regge faticosamente in piedi senza più identità, né dignità
Danilo Stancato
Twitter: @DaniloStancato