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PACE FISCALE: BRUNETTA, “KAMASUTRA POLITICO-PROGRAMMATICO LEGA-M5S PER FINANZIARE, UNA TANTUM, FOLLIE GOVERNO”

 

pace fiscale

 

“Pace fiscale? La definizione è di Berlusconi. Voleva dire: cancellazione totale, dietro oblazione, per un triennio, di tutto il contenzioso col fisco di famiglie e imprese, in ragione di una grande rivoluzione fiscale che doveva essere la Flat Tax, totalmente coperta da un pari taglio delle tax expenditures (deduzioni e detrazioni fiscali) e non finanziata in deficit. Cambiando completamente il sistema di tassazione, attraverso l’introduzione di un’unica aliquota, si semplificava fortissimamente il sistema. Una vera e propria rivoluzione copernicana all’insegna della semplicità, dell’emersione del sommerso e della lotta all’evasione. E in ragione di questa rivoluzione, che doveva essere fatta già dal mese di luglio di quest’anno, si doveva avviare la cosiddetta pace fiscale. Questo azzeramento del contenzioso avrebbe costruito una nuova fiducia tra lo Stato, il fisco e il mondo delle imprese e dei cittadini e avrebbe voltato pagina”.

Così, ai microfoni di Radio Radicale, Renato Brunetta, deputato e responsabile del Dipartimento di politica economica di Forza Italia.

“Siccome oggi di Flat Tax non si vede neanche l’ombra, questa pace fiscale non si sa più cosa sia, se non un vecchio tradizionale condono per fare un po’ di gettito per finanziare, una tantum, le follie derivanti dal matrimonio tra Lega e Cinque Stelle. E anche qui, però, si apre una dicotomia, perché mentre la Lega è pronta a ragionare su un gettito ‘sporco, maledetto e subito’, anche senza riforma fiscale, l’ipocrisia di tipo moralistico del Movimento Cinque Stelle dice che non è un condono, e che vanno messi dei limiti. Molti limiti! Tutto sommato, avrebbe ragione il M5s: di fronte ad una non riforma, perché fare un condono? D’altra parte, però, il Governo ha un bisogno assoluto di risorse finanziarie, ancorché una tantum, per coprire le proprie follie e allora ecco che si realizza un kamasutra politico-programmatico fiscale e finanziario da cui non se ne esce, se non con inganni e tensioni reciproci che contribuiscono ad aumentare il livello di discredito del nostro Paese nei confronti, non solo dei cittadini, ma anche dei mercati finanziari, dove si vede un Governo nel caos, senza ormai nessuna credibilità internazionale (Unione Europea, Banca Centrale Europea e mercati) e interna (famiglie e imprese)”.